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Huawei procede sul 5G, nonostante gli Usa

Al Mobile World Congress, Huawei continua a spingere per l'implementazione del 5G in tutto il mondo, nonostante i problemi con gli States.

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Gli Stati Uniti hanno trascorso parte del 2018 boicottando la divisione infrastrutture e reti di Huawei. Senza alcuna prova, nessuna almeno pubblica, il governo di Washington non solo ha bandito dai propri confini la creazione e l’ammodernamento del network 5G per mezzo della compagnia di Shenzen ma ha anche convinto i partner internazionali a seguire tale strada o almeno a considerarla.

Nonostante ciò, gli operatori internazionali hanno inviato un messaggio chiaro al Mobile World Congress di quest’anno: Huawei è qui per restare. Quale evento annuale principale del settore mobile, già in passato il MWC ha offerto a Huawei una grande opportunità per porsi come fornitore all’avanguardia sulla scena globale. L’anno scorso, la cinese ha firmato accordi per portare il suo hardware 5G in Europa, Africa e Medio Oriente, oltre a vincere otto premi dall’associazione GSMA per i suoi contributi all’industria.

Anche nel 2019 le cose non cambiano, almeno tra gli scudi degli annunci. A Barcellona Huawei ha portato a casa altri cinque premi da parte della GSMA in un’ampia gamma di categorie e, cosa ancora più importante, in merito alle offerte 5G. Rain ha annunciato che sta utilizzando le soluzioni Huawei sulla scia sudafricana appena lanciata e il vettore svizzero Sunrise ha confermato di beneficiare dell’attrezzatura dell’azienda per dare inizio al suo servizio 5G dal prossimo mese. Huawei ha anche annunciato accordi con Viva in Bahrain, Nova in Islanda, in Indonesia con Telkomsel, in Malesia con Maxis, in Arabia Saudita con STC e in Turchia con la Türk Telekom.

Per ora, sembra che i paesi in via di sviluppo, anche quelli grandi come l’India, stiano andando oltre le preoccupazioni degli Stati Uniti. Diversi funzionari hanno apertamente suggerito di non essere minimante spaventati dalle minacce astratte alla sicurezza, che arrivano da Washington, considerando anche i loro rapporti con il governo cinese. La Thailandia, tra tutte, si è mostrata forse più cauta ma senza ammettere alcuna accusa.

A questo punto, la domanda è se gli Stati Uniti vorranno accelerare sul caso, per convincere i suoi alleati ad evitare gli ingranaggi cinesi o se lascerà andare via la questione da sé. C’è infatti la possibilità che la questione con Huawei venga improvvisamente risolta, così come successo con ZTE, costretta a pagare una multa per i comportamenti  considerati scorretti dal governo Trump e nulla di più. Di certo la situazione non sarà così semplice da risolvere come quella di ZTE ma sotto l’amministrazione attuale è impossibile escludere correzioni di qualunque tipo.