Google rifiuta di rimuovere l’app contro le donne

Dopo un’attenta indagine, Google ha rifiutato di rimuovere dal proprio store digitale l’app saudita che permette agli uomini di monitorare le donne.

Google ha rifiutato di ritirare la controversa app saudita che consente agli uomini di rintracciare e controllare gli spostamenti delle donne, affermando che non viola le politiche del Play Store.

Il gigante della tecnologia ha dichiarato all’ufficio del Rappresentante democratico della California Jackie Speier, il quale aveva chiesto la rimozione dell’app chiamata Absher, che la suddetta non viola i suoi termini di servizio.

La Speier, Ilhan Omar, Rashida Tlaib e altri undici rappresentanti degli Stati Uniti desideravano che Apple e Google rimuovessero l’app. La Rappresentante della California ha definito la risposta di Google “profondamente insoddisfacente”:

Le risposte ricevute finora da Apple e Google sono profondamente insoddisfacenti. A oggi, l’app Absher rimane disponibile sia nell’App Store di Apple che nel Google Play Store anche se potrebbero facilmente rimuoverla.

In realtà, Apple deve ancora annunciare la sua decisione. Absher consente agli utenti dell’Arabia Saudita di accedere ai servizi governativi e offre anche funzionalità che permettono agli uomini di concedere e revocare il permesso di viaggio alle donne; inoltre, offre loro la possibilità di ricevere avvisi tramite SMS quando le donne usano i loro passaporti. Nella lettera inviata dalla Rappresentante della California a BigG veniva riconosciuto che l’app consente agli utenti di eseguire comodamente una serie di “funzioni di routine”, come la richiesta o il rinnovo di documenti governativi, inclusi passaporti e quelli relativi alla registrazione del veicolo. Infatti, molte recensioni dell’app su Google Play lodano la facilità con cui gli utenti sono in grado di eseguire tali operazioni. Ma la lettera sottolinea anche come l’app impedisca la libertà di spostamento alle donne saudite e ai lavoratori migranti.

Intanto alcuni dipendenti del gigante di Mountain View si sono uniti ai legislatori democratici per formulare una proposta di legge contro l’arbitrato forzato.

Ti potrebbe interessare