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Google rimuove un’app anti-gay, ma è troppo tardi

Nell'ultimo Corporate Equality Index Google è stata esclusa per aver deciso di non rimuovere una controversa app che promuoveva la terapia di conversione.

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Nell’ultimo Corporate Equality Index – elenco pubblicato dall’organizzazione americana per i diritti LGBTQ Human Rights Campaign (HRC) e che raccoglie le migliori società USA in termini di uguaglianza aziendale – Google è stata esclusa per aver deciso di non rimuovere una controversa applicazione che promuoveva la “terapia di conversione” dal suo Play Store.

L’applicazione in questione – che è stata rimossa da Google proprio dopo il declassamento – veniva distribuita da Living Hope Ministries, organizzazione cristiana no-profit con sede in Texas e che offre agli utenti l’accesso a sermoni audio e video, devozioni e testimonianze.

L’applicazione, Living Hope, descrive ripetutamente l’essere gay come una “dipendenza”, uno “stile di vita distruttivo”, un “peccato”, e spiega agli utenti che la loro sessualità può essere cambiata o ignorata. La “terapia di conversione” è infatti una sedicente tecnica di riorientamento sessuale che avrebbe lo scopo di spingere le persone omosessuali a diventare eterosessuali. Negli ultimi mesi, diversigruppi per i diritti LGBTQ hanno criticato Google per la mancata rimozione dell’applicazione. L’app Living Hope è stata scariata oltre 1.000 volte sul Google Play Store.

La terapia di conversione sessuale – fanno sapere dall’HRC – è stata respinta da tutte le principali organizzazioni mediche e di salute mentale per decenni. I minori sono particolarmente vulnerabili e la terapia di conversione può portare a depressione, ansia, uso di droghe, senzatetto e suicidio.

In attesa dei provvedimenti correttivi da parte dell’azienda (Google ndr) per indirizzare questa applicazione che può causare danni alla comunità LGBTQ – prosegue HRC – il rating Corporate Equality Index è sospeso

L’indice di uguaglianza aziendale (CEI) è un validissimo strumento per valutare l’atteggiamento di un’azienda nel suo impegno verso una politica di assunzione inclusiva, e non di discriminazione.