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Il Pulitzer 2019 per le foto a migranti e carestie

Nella sezione fotografica, il Premio Pulitzer 2019 ha assegnato riconoscimenti per gli scatti sui migranti in Sud America e le carestie in Yemen.

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Il prestigioso premio Pulitzer ha i suoi vincitori del 2019 nella sezione “Foto”. Il riconoscimento che assegna il meglio del lavoro nel campo della letteratura, musica e giornalismo, integra anche due menzioni particolari a scatti fotografici, che hanno contraddistinto gli ultimi 12 mesi solari. Il premio per la categoria Breaking News Photography è andato ai fotogiornalisti della Reuters per le loro immagini della carovana migrante diretta verso il confine statunitense. Secondo la giuria, le fotografie sono un vivido e sorprendente racconto visivo dell’urgenza, della disperazione e della tristezza dei migranti mentre viaggiano a nord, attraverso l’America centrale e meridionale.

Il premio per Feature Photography è andato a Lorenzo Tugnoli, per il suo contributo al Washington Post. Le sue fotografie mostrano gli effetti devastanti della carestia e sono state inizialmente inserite nella categoria Breaking News Photography, ma la giuria ha deciso di spostarle proprio per premiare l’importanza dello scatto.

Per la giuria del Pulitzer, Tugnoli vinto per il “brillante racconto fotografico della tragica carestia nello Yemen, mostrato attraverso immagini in cui bellezza e compostezza si intrecciano con la devastazione”. Congratulandosi con il suo gruppo di fotografi, il redattore capo della Reuters, Stephen J Adler, ha affermato:

È sicuramente gratificante essere riconosciuti per il lavoro ma l’attenzione pubblica dovrebbe essere incentrata più sulle persone che riprendiamo piuttosto che su di noi: in questo caso, i Rohingya e i migranti centroamericani.

A questo indirizzo è possibile dare un occhio a tutti i premi di quest’anno, in tutto 14 categorie (2 per le foto) nella sezione Giornalismo, 7 categorie in Letters, Drama & Music e le Special Citations, che nel 2019 sono andate ad Aretha Franklin per il suo contribuito alla storia della musica americana e a Capital Gazette, per il lavoro sui delitti che hanno visto come vittima i giornalisti in tutto il mondo.

Immagine: Pulitzer Prizes