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NASA, la ISS apre al costoso turismo spaziale

La NASA ha annunciato che la ISS, Stazione Spaziale Internazionale, potrà essere meta per le aziende che trasporteranno i turisti.

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Volete comprare un biglietto per lo spazio? Dal 2020 si potrà: per gli astronauti serviranno ancora lauree e diverse esercitazioni, ma a quanto pare dal prossimo anno la NASA è intenzionata ad aprire le porte della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per iniziare una nuova fase di turismo spaziale. La stazione cambia ancora una volta, dopo essere diventata praticamente una casa-laboratorio sempre abitata da astronauti.

Ora è la volta dell’apertura alle attività commerciali che saranno in grado di trasportare privatamente i turisti. Il costo del biglietto ovviamente non sarà alla portata di tutti, anzi: è solo per i super-ricchi. Ogni viaggio costerà infatti circa 50 milioni di dollari (ma probabilmente anche qualcosa in più), ma per rimanere bisognerà sborsare anche 35mila dollari a notte.

Questo è un modo molto differente per noi di fare business“, ha detto William H. Gerstenmaier, amministratore associato della NASA per l’esplorazione e le operazioni umane, durante una conferenza stampa a New York. L’annuncio potrebbe anche aiutare a risolvere le domande sul futuro della stazione spaziale. L’amministrazione Trump infatti ha proposto di porre fine al finanziamento federale della Stazione Spaziale Internazionale entro la fine del 2024 e passare ad alternative commerciali.

I piani della NASA prevedono brevi missioni private di 30 giorni, mentre le missioni di tutte le altre Agenzie Spaziali, comprese l’europea ESA, la russa Roscosmos, la giapponese Jaxa e la canadese Csa-Asc potranno continuare come sempre. Oltre a questo la Stazione Spaziale Internazionale ospiterà anche aziende che vogliono espandersi nell’orbita terrestre, per sfruttare l’assenza di peso per le loro attività produttive. La NASA infatti vuole aggiungere un nuovo modulo all’ISS per le attività commerciali: ci sarà una selezione verso la fine del 2019. L’obiettivo principale è molto semplice: ridurre gli enormi costi operativi.

Fonte: The New York Times