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Ortlieb vince una causa contro Amazon

Chiunque cerchi "Ortlieb Fahrradtaschen" atterra spesso su Amazon ma su Google il fornitore non vuole apparire accanto ai concorrenti.

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Una causa che farà storia, idealmente capace di cambiare le carte in regola nel magico mondo del commercio online. Amazon non può apparire su Google con aziende concorrenti ai termini che un utente ha ricercato online. Facciamo un po’ di chiarezza: se Alfa è un brand e Beta il suo concorrente, cercando Alfa su Google non è possibile ottenere risultati su Beta che rimandino ad Amazon.

La Corte Federale di Giustizia tedesca ha deciso in una sentenza (la I ZR 29-18 ) che non è lecito per Amazon apparire su Google promuovendo prodotti concorrenti a quelli che una persona ha appena cercato. Una decisione che era già stata parzialmente accolta dal tribunale regionale superiore di Monaco.

Il fornitore Ortlieb, che vende borse e zaini per biciclette, non offre prodotti su Amazon ma quando cerchiamo su Google qualcosa legato al suo nome, vediamo nei risultati anche link allo store online fondato da Jeff Bezos, con brand rivali. Per questo, già il Tribunale regionale superiore di Monaco aveva inteso l’attività come lesiva del marchio “pilota” visto che, a causa del design dell’annuncio, gli utenti si aspettavano che fossero visualizzate solo le offerte adatte.

In un caso precedente, Ortlieb aveva fallito con un’ingiunzione contro Amazon ma all’epoca si trattava di una ricerca effettuata direttamente sul portale di e-commerce che, evidentemente, deve mostrare anche negozi con marchi concorrenti. Stando all’avvocato Florian Fuchs, interpellato dai media tedeschi, qualunque negozio online che venda più di una marca dovrà adesso tenere conto del verdetto: “Chi pubblicizza prodotti utilizzando Google dovrà fare in modo che alla ricerca specifica corrisponda un’offerta specifica, che escluda i concorrenti”.

Non sappiamo in che modo la sentenza potrà influenzare le vendite del colosso ma è evidente che chi non è presente su Amazon potrà adesso rivalersi contro la società, qualora alla ricerca su Google, indirizzata a propri prodotti, si venga reindirizzati verso lo store per eccellenza, che però vende tutt’altro.

Di seguito riportiamo la dichiarazione di Amazon:

Come altre aziende, stiamo utilizzando i nostri annunci per far emergere i prodotti più pertinenti da offrire attraverso i nostri siti. In questo modo, aiutiamo i nostri clienti a trovare i prodotti che desiderano. Riconosciamo questa nuova decisione da parte della Corte Federale, ma la stessa Corte ha recentemente deliberato una sentenza, in nostro favore, in merito alle ricerche sul nostro sito: rimaniamo fiduciosi che diventerà presto definitiva e vincolante.