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HPE svela i server ProLiant con chip AMD Epyc

Hewlett Packard Enterprise ha tolto il velo ai nuovi server ad alte prestazioni, che sfruttano i chip AMD Epyc di seconda generazione.

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Hewlett Packard Enterprise, meglio conosciuta come HPE, ha presentato due server ProLiant che si basano su processori Epyc di seconda generazione di AMD. Stando a quanto comunicato dalla compagnia, questi nuovi server hanno portato a casa 37 record su risultati di benchmark a livello globale.

I server HPE ProLiant DL325 e HPE ProLiant DL385 hanno eclissato i precedenti record di prestazioni di virtualizzazione fino al 321% e quelli di efficienza energetica del 28%. HPE ha affermato che i server offrono risultati in termini di prestazioni e valore attraverso la virtualizzazione, il cloud, l’infrastruttura aziendale e i carichi di lavoro ad alta intensità.

Oggi i clienti sono alla ricerca di sistemi ottimizzati per il carico di lavoro che creino nuove esperienze, opportunità e valore – ha dichiarato Justin Hotard, vicepresidente senior e direttore generale dell’unità di business globale dei volumi di HPE. Basandosi sull’innovazione della famiglia HPE ProLiant, i nuovi HPE ProLiant DL325 e HPE ProLiant DL385 con processori AMD Epyc di seconda generazione, sbloccano ulteriori possibilità di ottimizzazione dei carichi, ma anche di sicurezza e automazione, fornendo ai clienti un percorso chiaro e rapido verso la digitalizzazione.

HPE ProLiant DL385 con due processori AMD Epyc di seconda generazione ha battuto il precedente record mondiale di virtualizzazione con prestazioni migliori del 61% e un rapporto prezzo-prestazioni del 29% migliore. In modo simile per la virtualizzazione del database, HPE ProLiant DL325 ha offerto un aumento delle prestazioni del 321% rispetto al precedente detentore del record, con un significativo vantaggio di agilità nel provisioning e nella manutenzione del database per ambienti cloud, big data e IoT. Le prestazioni e l’efficienza a questi livelli consentono l’esecuzione di più carichi di lavoro su un numero inferiore di server, riducendo non solo i costi di acquisizione e operativi dell’hardware ma anche del software concesso in licenza.