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Elon Musk, l’IA renderà il lavoro inutile

Secondo Elon Musk l'intelligenza artificiale renderà inutili la maggior parte dei lavori: l'ultimo sarà probabilmente la scrittura del software.

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Elon Musk torna a parlare di intelligenza artificiale e del suo impatto futuro sull’umanità, questa volta durante un’importante conferenza sul tema a Shangai, insieme al fondatore di Alibaba, Jack Ma. I due miliardari hanno punti di vista diversi: Musk come sempre è molto cauto, quasi pessimista sul futuro dell’IA, mentre Jack Ma è sempre stato più ottimista e pensa che l’intelligenza artificiale non sia una minaccia.

In sostanza per Musk l’IA renderà il lavoro quasi inutile: “probabilmente l’ultimo lavoro che rimarrà sarà la scrittura del software per far funzionare l’IA, ma eventualmente questa arriverà a scriverlo da sola“, ha detto il CEO di Tesla e SpaceX. Ha suggerito quindi di studiare materie che comprendono il coinvolgimento di altre persone: “alla gente piace, fondamentalmente, interagire con altre persone. Quindi se si studia ingegneria o qualcosa che coinvolge le persone, si parte da un buon approccio“.

Ha parlato anche delle enormi possibilità odierne di estendere la vita oltre la Terra: bisogna garantire un futuro multi-planetario alla nostra specie e più rapidamente possibile. Jack Ma invece ha detto di non essere un fan dei viaggi su Marte e che quindi bisogna concentrarsi sulla preservazione della Terra. Questa è comunque una delle missioni di Tesla, ha detto Musk, con le auto elettriche vuole infatti inquinare meno.

Parlando ancora del futuro del lavoro, Ma ha sostenuto che l’IA potrebbe portare alla creazione di settimane lavorative di tre giorni, per quattro ore di lavoro al giorno. Insomma per lui si lavorerà meno e in questo modo gli esseri umani potranno godersi di più la vita. Ha addirittura detto che “dobbiamo essere pronti a entrare nell’era in cui l’essere umano potrà vivere 120 anni“.

Jack Ma è più preoccupato invece per il sistema educativo, progettato per un periodo industriale. Vuole promuovere invece un’educazione più creativa, almeno su questo Musk si è trovato d’accordo.