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Trump: dazi del 30% sui prodotti Apple dalla Cina

Entrati ufficialmente in vigore i dazi del 30% di Trump su alcuni prodotti Apple importati dalla Cina: iPhone e iPad saranno inclusi dal 15 dicembre.

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Nuovi problemi per Apple negli Stati Uniti, con l’entrata in vigore dei rinnovati dazi sulla Cina, voluti dall’amministrazione di Donald Trump. Dalla mezzanotte del primo settembre, infatti, è stata implementata la nuova tassazione sull’import negli USA: 30% su tutti i prodotti elettronici. Un costo non da poco per il gruppo di Cupertino, tuttavia l’azienda avrebbe deciso – almeno al momento – di non riversare questa spesa aggiuntiva sulle tasche degli utenti.

La discussione si sussegue ormai da tempo e, come anticipato, la scadenza del primo settembre è giunta, senza la possibilità per Apple di far cambiare idea al tycoon statunitense. Dalla mezzanotte di ieri molti dispositivi elettronici prodotti in Cina vedranno un rincaro del 30%, mentre entro il 15 dicembre l’USTR – l’US Trade Representative – conta di aggiungere degli altri dazi del 15% su altre categorie di prodotti.

I prodotti Apple colpiti da questi dazi comprendono i Mac – tra cui iMac, Mac Pro e Mac Mini – ma anche HomePod, le cuffie AirPods e Beats, nonché tanti altri ancora. Non è ancora ben chiaro, invece, il destino per le linee iPhone e iPad. Così come spiega AppleInsider, infatti, i dispositivi iOS e le componenti che Apple usa per alcuni sui device al momento sarebbero incluse in una lista non ancora soggetta a tassazione aggiuntiva. Tuttavia, questi prodotti – inseriti nella famiglia “8517.12.00” dei “telefoni cellulari o altri dispositivi wireless” – saranno sicuramente sottoposti a rincari d’importazione a partire dal 15 dicembre.

Come già noto, Apple aveva già chiesto all’amministrazione USA di essere esclusa dai dazi, tramite l’inoltro di una documentazione formale. Trump, però, aveva deciso di negare questa possibilità annunciandolo con un messaggio sul social network Twitter. L’azienda di Cupertino non ha al momento commentato l’entrata in vigore dei dazi, secondo gli analisti la società statunitense sarà inizialmente in grado di assorbirne i costi, senza rincari per gli utenti. In futuro, potrebbe decidere di spostare la produzione al di fuori dei confini della Cina.