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Apple Arcade, le prime impressioni

Apple Arcade, il servizio in abbonamento per videogiochi mobile ha un potenziale inesplorato.

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Quando Apple annunciò per la prima volta Apple Arcade, lo fece promettendo centinaia di giochi di qualità con un solo prezzo in abbonamento. Nell’era dei servizi in streaming, bisogna precisare che Apple Arcade non è un servizio di videogiochi in streaming (i giochi bisogna scaricarli sul dispositivo), bensì si può assimilare ad un bundle di videogiochi selezionati, sponsorizzati o addirittura prodotti da Apple, ad un costo unico. Ora sappiamo che Apple Arcade costerà 4,99€, ossia 59,88€ l’anno, che è esattamente il prezzo che viene offerto agli studenti per un anno di Apple Music.

Il primo mese è gratis, e serve ad ognuno a capire se la libreria di giochi che viene proposta è sufficiente a soppiantare – o addizionarsi a – abbonamenti per PC o console come uPlay e Origin Access Premier. Sì, perché Apple Arcade funzionerà anche sui computer con l’ultima versione di macOS, al rilascio quest’autunno – probabilmente Ottobre. E quindi la domanda che si pone è: 4,99€ al mese comprano dei giochi AAA o degli indie fortemente finanziati?

Oggi a questa domanda non si può rispondere, perché la reazione a catena che Apple provocherà nelle prossime settimane non la si può prevedere.

Ma l’intenzione c’è, ed è quella di cambiare diversi aspetti legati al gioco.

Contenuto del gioco

Webnews ha avuto la possibilità di provare alcuni degli oltre 100 giochi disponibili su Apple Arcade, per capire i generi proposti e le caratteristiche comuni.

Si tratta di multiplayer tower defense, avventure a turni, avventure platform 3D, endless, music video game, avventure platform 2D, RPG, gestionali, strategici e molto altro. Insomma, si dovrebbe coprire all’incirca ogni genere di videogioco. Ma questo ce lo si poteva aspettare, la forma cambia raramente. È il contenuto che, invece, prende forme inaspettate.
È come se Apple avesse chiesto a tutti gli sviluppatori di dare libero sfogo alla propria creatività senza pensare a meccanismi di acquisti in-app, a promozioni, bundle, dinamiche create per ingaggiare l’utente. Il risultato è, nell’insieme, meraviglioso.

Giochi che sfuggono alle logiche tradizionali, che sfidano la fisica e anche il giudizio del mainstream: come ad esempio WHAT THE GOLF?, un gioco a livelli con mappa in cui bisogna, all’inizio, tirare una pallina da golf in buca. Bastano pochi livelli e si buttano in buca case, sedie, gatti, macchine. Poi si buttano porte da calcio in porte da calcio, porte da calcio in palloni e viceversa. E le scritte a fine livello sono esilaranti, riprendendo anche vecchi giochi famosi, come Angry Bird, Flappy Bird, Super Mario e altri. Un gioco semplice, ma molto fantasioso e soprattutto offline, senza pubblicità né moduli aggiuntivi. Si pensa solo al gioco.

O anche Overland, un’avventura a turni che racconta la storia di una ragazza che fugge lungo tutto il Paese passando per città deserte e pieni di mostri. O ancora Projection: First Light, un platform 2D che ricorda molto The Mooseman, per gli appassionati.

Giochi per ogni nicchia di appassionato, ma anche per il pubblico mainstream, come il rinomato Ocearhorn, che su Apple Arcade propone il capitolo Ocearhorn 2: Knights of the Lost Realm.

L’obiettivo di questi giochi sviluppati davvero molto bene non è più quello di monetizzare il più possibile dal singolo utente, ma di raccontare una storia che ogni volta è originale e sfida le logiche del settore.

Dal punto di vista qualitativo, la selezione ricorda molto la libreria di giochi che offre Nintendo, con gameplay di qualità e focus sulle dinamiche semplici ma ricche di contenuto.

Social sharing

Dato che il contenuto del gioco è estremamente accattivante (Sayonara Wild Hearts ne è l’esempio più lampante), cambia anche il ruolo della condivisione del gameplay: si tratta di una condivisione estetica, più che formale. L’utente non è spinto a condividere video delle proprie giocate per dimostrare come è in grado di eseguire un punteggio più alto degli altri, ma di come sfrutta il gioco per creare qualcosa di unico: in Sayonara Wild Hearts è la rotta da seguire perché le stelline che si colpiscono sulla strada contribuiscono a creare una melodia unica, e ogni utente automaticamente crea la sua, su un sottofondo electronic hard core. O in WHAT THE GOLF?, in cui l’utente può condividere, registrando il video, le buffe acrobazie che fa fare ai vari oggetti per raggiungere la buca. Il vettore non è più il punteggio, ma la modalità creativa con cui lo si raggiunge.

Approccio al massive multiplayer online

Ultimo aspetto, ma non per importanza, è il contributo che Apple Arcade darà al massive multiplayer: con Apple Arcade, Apple è intanto riuscita a dare un volto nuovo a Game Center, che aveva perso completamente la linfa vitale, avendo poco supporto dagli sviluppatori. Tutti i giochi su Apple Arcade hanno il supporto al Game Center e la mappa completa degli obiettivi che si possono sbloccare durante il gioco. È come se Apple volesse testare Game Center come la piattaforma futura di accesso al multiplayer e alle esperienze condivise, un po’ come oggi sono il Playstation Network e Xbox Live.

Dopo questo tipo di considerazioni, viene anche da pensare alle ragioni dietro un prezzo così aggressivo: Apple non ci rimette? Assolutamente no, è un investimento a medio termine. Avendo a disposizione un’ampia libreria di giochi, l’utente è propenso a scaricarli con più facilità. Inoltre, molti videogiochi sono talmente ricchi di contenuti che le dimensioni superano 1 o 2GB ognuno, quindi nella scelta dei dispositivi successivi, l’utente è più propenso ad acquistare uno smartphone con più capacità di memoria da destinare alla conservazione dei giochi. Probabilmente Apple guadagnerà più dalle differenze nei tagli di memoria, che dall’abbonamento in sé.

Offrendo un prezzo così aggressivo di 4,99€ e aggiungendo continuamente nuovi titoli, Apple Arcade potrebbe diventare il varco di accesso di un nuovo modo di giocare sia online che offline: online con un potenziale di 1 miliardo di abbonati (i possessori di dispositivi Apple – gli iscritti al Playstation Plus sono 36 milioni e non si hanno numeri precisi sugli utenti di Xbox Live Gold, che sono però inferiori a quelli di Playstation), offline con una varietà di titoli sfornati senza sosta e con una filiera di sviluppo già rodata.

Infatti, il kit per sviluppatori (e gli strumenti offerti da Apple) rendono estremamente facile creare un gioco, lasciando concentrare gli sviluppatori più sulla creatività che sull’implementazione.

In un attimo, Apple controlla ora tutta la filiera di produzione di un videogioco: dalla creazione (accogliendo gli sviluppatori nel proprio programma), passando per lo sviluppo (con gli SDK) fino alla distribuzione, tramite Apple Arcade.
Che sia iniziata una nuova era dei videogiochi? Troppo presto per dirlo, ma gli effetti si noteranno presto.