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IBM porta un computer quantistico nel cloud

Con IBM Q Network, aziende ed enti potranno utilizzare la potenza del calcolo quantistico direttamente sul cloud, per operazioni di analisi avanzata.

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IBM lo chiama Quantum Cloud e potrebbe essere la vera marcia per l’esplosione definitiva della nuvola. Big Blue ha infatti preso un computer quantistico, a 53 qubit, e lo ha portato su un servizio cloud, non solo per vedere l’effetto che fa.

Non è forse la macchina più potente al mondo, visto che altrove abbiamo il D-Wave da circa 5.000 qubit e il super computer nei lab di Google da 72 qubit, ma quello di IBM è il primo davvero disponibile in cloud, per tutti gli iscritti al programma IBM Q Network. La macchina farà parte del nuovo Quantum Computation Center di IBM nello Stato di New York, che ospiterà cinque computer da 20 qubit che diventeranno, nel tempo, quattordici. Quantum Cloud è progettato per le organizzazioni con alcuni compiti seriamente complessi da gestire. Questi includono JP Morgan, che utilizza il calcolo quantistico di IBM per analizzare le operazioni di analisi finanziaria che sarebbe impossibili portare a termine con metodi tradizionali.

E Mitsubishi Chemical, che usa la tecnologia quantistica di Big Blue per simulare le fasi iniziali di un meccanismo di reazione tra litio e ossigeno nelle batterie litio-aria, con l’idea di creare batterie più efficienti per dispositivi mobili e auto elettriche. Ovviamente gli scenari sono molto ampi, teoricamente infiniti, basti pensare alla ricerca sull’ambiente, sul disboscamento, sul termine delle risorse naturali o gli effetti delle centrali nucleari sulla popolazione. Insomma, una volta che il calcolo quantistico è sul cloud, usarlo non sarà più impossibile, anzi. Il problema potrebbero essere i costi, ad oggi sconosciuti, ed è il motivo per cui a Q Network accedono prettamente le big company, con un po’ di soldi da spendere in programmi del genere, lungimiranti ma anche impattanti dal punto di vista finanziario.