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Google batte la Francia, diritto all’oblio solo in EU

La Corte di Giustizia Ue sancisce che non c'è nessun obbligo per Google di applicare il diritto all'oblio a livello mondiale.

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Nessun obbligo per Google di applicare il diritto all’oblio a livello mondiale. Il colosso di Mountain View non dovrà quindi cancellare i link a contenuti privati e dati personali sensibili, al di fuori dall’Unione europea. A sancirlo oggi, martedì 24 settembre, la Corte di Giustizia dell’Unione europea nel solco di una causa tra bigG e il CNIL, il garante della privacy francese.

Tutto è cominciato nel 2016, quando il CNIL aveva multato il colosso tech americano con un’ammenda da 100 mila euro per essersi rifiutato di cancellare informazioni sensibili dai risultati di ricerca del suo motore di ricerca a livello globale. La rimozione dei link era avvenuta, ma solo per quanto riguardava il web europeo. Il contenzioso è passato poi sui banchi del tribunale europeo.

Al termine di questa diatriba fra l’authority per la privacy francese e Google, a spuntarla è stato il gruppo di Mountain View che quindi può continuare a tenere alto il vessillo del diritto all’informazione per i suoi utenti”a tutti i costi”.

Importante sottolineare come l’indicizzazione dei contenuti non dipenderà semplicemente dal dominio del Google utilizzato, ad esempio, accedendo a google.com anziché google.it da una postazione sul territorio europeo i risultati restituiti saranno comunque quelli filtrati sulla base del diritto all’oblio. Google si basa infatti sulla geolocalizzazione dell’utente per la restituzione dei risultati.

Facciamo ora un piccolo passo indietro: il diritto all’oblio nell’Unione europea è stato sancito dalla Corte di giustizia nel 2014 e incluso nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) e riguarda la possibilità di chiedere la cancellazione di un contenuto web (video,testo o immagine) che riguarda il passato e non ha più rilevanza per l’opinione pubblica oggi.