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Apple elimina l’app delle proteste di Hong Kong

È polemica per la decisione di Apple di rimuovere da App Store il software destinato ai manifestanti di Hong Kong: ecco cosa è successo.

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È polemica per l’ultima cancellazione voluta da Apple sul suo App Store. La società di Cupertino, infatti, ha rimosso un software destinato ad aiutare i manifestanti nel corso di queste settimane di proteste a Hong Kong, una mappa digitale pensata per mostrare i punti della città dal ridotto rischio di scontri con la polizia. A quanto pare, la società californiana avrebbe deciso di eliminare il titolo poiché contrario alle leggi in vigore nel Paese asiatico.

La notizia giunge dagli stessi sviluppatori del software incriminato, HKmap Live, i quali hanno confermato la rimozione dell’applicazione da parte di Apple. Così come già anticipato, il titolo permetteva ai manifestanti di visualizzare su mappa le aree a maggiore concentrazione di forze di polizia, per evitare eventuali scontri. Come dimostra la cronaca, infatti, la contrapposizione tra corteo e agenti è stata particolarmente dura, con anche episodi di violenza.

La tua applicazione contiene contenuti – o facilita, rende possibile o incoraggia un’attività che non è legale. In particolare, l’applicazione ha permesso agli utenti di sfuggire alle forze dell’ordine.

Al momento, non è ben chiaro se l’eliminazione da App Store derivi da una scelta autonoma di Apple oppure da una richiesta delle stesse autorità di Hong Kong. La scomparsa dal negozio virtuale, tuttavia, ha alimentato forti polemiche sui social network, dove in molti si stanno chiedendo se il gruppo di Cupertino non stia contribuendo alla repressione della protesta. La decisione, inoltre, arriva a pochi giorni da un contestato episodio che ha visto protagonista proprio la polizia: in un video apparso online, infatti, si nota un agente che spara un colpo di pistola in direzione del petto di un manifestante, poi allontanato dagli altri presenti con un lancio di oggetti in direzione dello stesso poliziotto.

In ogni caso, Apple è tenuta a rispettare – anche per la gestione del suo App Store – le leggi in vigore nello stato in cui opera: è per questo, ad esempio, che in Cina molte applicazioni non sono disponibili, sebbene ben diffuse in altri Paesi.