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Vinile in USA: il 26% dei supporti fisici del 2019

Nuovo anno in crescita per il vinile, mentre tutti gli altri formati fisici fanno un tonfo: i dischi raggiungono il 26% delle vendite su supporto in USA.

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La musica diventa sempre più immateriale, fatta eccezione per i vinili. Nonostante nel 2019 l’ascolto di brani sia avvenuto per l’80% sulle piattaforme di streaming, il vinile evita il tonfo fatto dagli altri supporti fisici, come i CD. Durante lo scorso anno, infatti, 33 e 45 giri non solo hanno continuato la loro scalata verso il successo, incominciata qualche anno fa, ma hanno raggiunto numeri da record. Il vinile, ad esempio, ha conquistato ben il 26% di tutte le vendite di formati fisici negli Stati Uniti.

È quanto svelano i dati raccolti da Nielsen Music/MRC Data, nel periodo di monitoraggio tra il 4 gennaio del 2019 e il 2 gennaio del 2020. Per il quattordicesimo anno consecutivo, anche nel corso degli ultimi 12 mesi i 33 e i 45 giri sono continuati a crescere, raggiungendo quota 18.84 milioni di esemplari venduti, il 14.5% in più rispetto al 2019. A livello globale, quindi considerando ogni forma di vendita di musica, il vinile ha rappresentato il 16.7% di tutto il mercato album a stelle e strisce. Sempre sul fronte degli acquisti, il picco si è toccato sotto le vacanze natalizie, con 973.000 esemplari venduti.

A dominare le richieste degli appassionati del microsolco è un grande classico, una pieta miliare della musica: “Abbey Road” dei Beatles, stampato per la prima volta nel 1969 e rimasto nei cuori di molti, tanto che proprio nel 2019 si è celebrato il cinquantesimo compleanno. Seguono “When We All Fall Asleep, Where Do We Go” di Billie Eilish, il “Greatest Hits” dei Queen”, la colonna sonora di “Guardians of the Galaxy”, “Bohemian Rhapsody” dei Queen, “Sounds of Summer” dei Beach Boys, “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd”, “Thriller” di Michael Jackson”, “Legend” di Bob Marley e “Rumours” dei Fleetwood Mac.