PosteMobile, entro marzo 2021 il passaggio alla rete Vodafone

Vodafone Global svela la data per il passaggio di PosteMobile dalla rete WindTre a quella di Vodafone.

Manca ancora l’annuncio vero e proprio, ma c’è comunque giù una data “semi-ufficiale” per il passaggio di Postemobile dalla rete WindTre a quella di Vodafone. La si può trovare all’interno del documento finanziario del terzo trimestre 2020 pubblicata da Vodafone Global.

In uno dei paragrafi della relazione si legge infatti che la migrazione dei clienti sulla nuova rete dovrebbe partire nel primo trimestre del 2021, e quindi l’operazione dovrebbe essere completata entro il mese di marzo di quest’anno.

Nel dettaglio, è specificato come dopo gli accordi firmati lo scorso anno con Postepay, ovverosia la società controllata da Poste Italiane per la gestione dei servizi finanziari e telefonici (PosteMobile), e DIGI Mobil, “nel primo trimestre 2021 inizieremo a migrare questi clienti”. Gli utenti di PosteMobile, tra l’altro, non dovranno effettuare nessuna operazione, e tutto avverrà in automatico.

PosteMobile e Vodafone

Quello del passaggio di PosteMobile sulla rete Vodafone è in realtà un ritorno, visto che agli esordi nel 2007, l’operatore Full MVNO controllato da Poste Italiane, operava sfruttando proprio l’infrastruttura di rete della multinazionale londinese di telefonia cellulare e fissa.

PosteMobile aveva annunciato il “rientro” lo scorso 23 luglio, comunicando di aver raggiunto un accordo per tornare a usare la rete di appoggio Vodafone per la sua offerta dedicata a smartphone e tablet, al posto di quella di WindTre. Vodafone, dal canto suo, era già entrata nel mondo PosteMobile con la rete fissa, visto che era riuscita ad aggiudicarsi il contratto di fornitura dei servizi di Poste Casa, che prevede un telefono fisso con tanto di SIM integrata.

La multinazionale, tra l’altro, proprio in questi giorni ha avviato la graduale dismissione della tecnologia 3G dalla sua rete mobile per migliorare la qualità dei servizi, ridurre il dispendio di energia elettrica e liberare quindi frequenze da destinare alla tecnologia 4G e, in futuro a quella per il 5G.

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