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SpaceX diventa un laboratorio per le ricerche anti-Covid

L'azienda di Elon Musk dedicata ai voli spaziali è diventata (anche) un laboratorio per una ricerca sull'immunizzazione contro il Covid.

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SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk, è diventata un laboratorio per le ricerche anti-Covid. I suoi oltre quattromila dipendenti, infatti, si sono messi a disposizione di un team di scienziati già a partire dall’aprile 2020, per eseguire degli esami del sangue mensili relativi a una ricerca sull’immunizzazione.

Da quanto emerso dai dati raccolti e studiati dal gruppo di medici e ricercatori accademici nel periodo compreso tra aprile e giugno scorso, pubblicati di recente sulla rivista scientifica Nature Communications, gli anticorpi al virus di un individuo guarito dal Covid-19 non lo renderebbero immune, ma gli garantirebbero “solo” una protezione duratura nel tempo.

Gli individui che hanno manifestato sintomi da Covid-19 più lievi hanno generato meno anticorpi ed erano quindi meno propensi a raggiungere la soglia per l’immunità a lungo termine, ha rilevato lo studio. Altri test sarebbero tutt’ora in corso. “Le persone possono avere anticorpi, ma ciò non significa che saranno immuni al Covid-19”, ha affermato Galit Alter, coautore dello studio e membro del Ragon Institute di MGH, MIT e Harvard.

Il progetto anti-Covid di SpaceX

Secondo gli scienziati che hanno studiato i dipendenti di SpaceX, le loro scoperte potrebbero essere utilizzate per informare chi è più vulnerabile al virus e, teoricamente, dovrebbe essere vaccinato per primo, come per esempio coloro che “sono privi di anticorpi in aree con un numero elevato di casi”, ha detto in tal senso sempre il dottor Alter.

Il medico è stato contattato lo scorso aprile assieme a Eric Nilles, un esperto di malattie infettive ad Harvard, da SpaceX, per creare un team di ricerca in un periodo nel quale i test Covid erano ancora scarsi. I due scienziati, insieme al direttore medico di SpaceX, Anil Menon, hanno quindi formato il gruppo di studio e ideato un programma di test.

SpaceX, dal canto suo, ha messo a disposizione strutture e logistica, e reclutato poi tutti quei dipendenti volontari dalla California alla Florida che erano disposti a sottoporsi a esami del sangue mensilmente, a partire da aprile 2020.

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Come riportato dal Wall Street Journal, che cita come fonte proprio l’articolo su Nature Communications, il 61% dei 120 dipendenti di SpaceX che ha contratto il coronavirus ha riferito di aver manifestato sintomi lievi dell’infezione.

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