Google imita Apple: etichette privacy sulle app del Play Store

Google come Apple: con le etichette per la privacy gli utenti potranno escludere il tracciamento delle app con fini pubblicitari.

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Google ha deciso di seguire l’esempio di Apple e di implementare le etichette privacy su tutte le applicazioni, in questo caso Android, distribuite sul suo Play Store. L’azienda di Cupertino, lo ricordiamo, lo scorso 26 aprile ha aggiornato il sistema operativo iOS introducendo la possibilità per i propri utenti di escludere il tracciamento delle app a fini pubblicitari. Con la App Tracking Transparency, questo il nome della nuova caratteristica introdotta da Apple, adesso è necessario il consenso esplicito degli utenti per permettere alle applicazioni di tracciarli.

Google, niente più tracking “selvaggio”

Google Play
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Sulla stessa lunghezza d’onda di Apple da oggi anche Google, che già dallo scorso mese di marzo aveva annunciato che non avrebbe più venduto inserzioni pubblicitarie ai propri clienti dopo aver tracciato il comportamento degli utenti sui siti: di fatto, con quella decisione Alphabet non utilizzerà e non effettuerà più investimenti nelle tecnologie di tracking, ovvero quelle che studiano le abitudini degli utenti mentre navigano su Internet. In un post rivolto agli sviluppatori per Android, Suzanne Frey di Google ha annunciato la novità e la roadmap che nei prossimi mesi porterà a questi cambiamenti.

Tutte le app su Google Play, comprese le app di Google, dovranno condividere queste informazioni e fornire una politica sulla privacy. Ci impegniamo a garantire che gli sviluppatori abbiano tutto il tempo per prepararsi. Quest’estate condivideremo i nuovi requisiti e risorse per le norme, inclusa una guida dettagliata su quelle sulla privacy delle app. A partire dal secondo trimestre del 2022, i nuovi invii di app e gli aggiornamenti delle app devono includere queste informazioni.

Le etichette fotograferanno con icone e grafica l’uso di dati personali da parte delle applicazioni, quindi gli sviluppatori dovranno dichiarare al colosso di Mountain View e agli utenti, quali dati personali utilizzano e per quali scopi, oltre a dover fornire obbligatoriamente una informativa sulla privacy estesa. “Gli sviluppatori che violeranno le norme in buona fede, una prima volta verranno richiamati a correggere l’errore – ha affermato Google nel blog degli sviluppatori Android – ma se le app non diventeranno conformi alle nuove regole, saranno soggette all’applicazione delle stesse”.

La roadmap di Google

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