Mass Effect Legendary Edition: recensione

Una delle saghe videoludiche più belle di sempre torna in una raccolta tecnicamente migliorata e ricca di contenuti, per la gioia dei fan.

La saga di Mass Effect è entrata ormai di diritto nella storia dei videogiochi come una delle più belle di sempre. Anche per questo, in attesa di un nuovo capitolo inedito, molti fan desideravano da tempo un’edizione rimasterizzata e tecnologicamente migliorata della trilogia che compone la serie. Da questo punto di vista, Mass Effect Legendary Edition risponde pienamente alle aspirazioni degli appassionati, ovviamente nei limiti del consentito dalla base originale dell’opera, considerando che non si tratta di remake. Di fatto, specie dopo le varie patch di assestamento già rilasciate da Electronic Arts, è possibile finalmente apprezzarli appieno su PC, PlayStation 4 e Xbox One (e su PlayStation 5 e Xbox One Series X per adesso tramite retrocompatibilità).

Mass Effect, ancora sulla Normandy


Mass Effect Legendary Edition ripropone quella commistione di generi differenti, dallo sparatutto in terza persona al gioco di ruolo occidentale, all’avventura grafica, che hanno fatto la fortuna della saga molti anni fa, anche se corroborata da una serie di ritocchi sia estetici che alle meccaniche, che adesso possono anche contare su un’ottima fluidità, complice i 60Fps garantiti per ciascun capitolo. La storia dei tre Mass Effect si svolge in un contesto fantascientifico, nella galassia, dove a un certo punto, le vicende del comandante Shepard e dei suoi alleati si intrecceranno per combattere uniti la minaccia di un’estinzione di massa.

A volerla provocare è una razza di natura per metà organica e per metà sintetica chiamata Razziatori, “attivata” in realtà periodicamente da una misteriosa entità, il Catalizzatore, per compiere il genocidio di tutte quelle civiltà eccessivamente evolute della galassia e dare avvio a un nuovo ciclo vitale.

Da questo incipt parte un’avventura raccontata con uno stile cinematografico, che grazie a una regia molto curata e a una grafica di ottima fattura, condurrà il giocatore attraverso una serie di scenari magistralmente ricostruiti e carichi d’atmosfera e fascino. Al resto penseranno i tanti dialoghi disponibili tra il protagonista e i vari personaggi, con varie opzioni di risposta che andranno a influire sul contesto narrativo e su molti eventi di gioco. Dalle diatribe sentimentali fino ai dibattiti politici, Mass Effect porta il giocatore a provare una forte empatia verso le varie razze dell’universo di BioWare, e di apprezzare tutte le sfumature di una storia coinvolgente e curata come poche.

Cosa ci ha convinto


La presenza di personaggi carismatici, la capacità degli sviluppatori di ricreare un universo credibile anche attraverso alcuni aspetti della giocabilità e le immagini, in questa edizione supportate ovviamente dall’aumento di risoluzione e frame rate, oltre che da ritocchi mirati alla grafica, tramite apposite tecniche di filtraggio, anti-aliasing e occlusione ambientale. Ovviamente la più volte citata trama, coinvolgente e curata al netto di finali non modificati e dunque, per alcuni, sempre controversi, la presenza di tutti i DLC e in generale la giusta combinazione di elementi RPG con elementi TPS (più il primo capitolo che gli altri due, a dire il vero), dove la narrazione e l’evoluzione del rapporto tra i vari protagonisti giocano un ruolo fondamentale, compensando alcune carenze strutturali.

Cosa non ci ha convinto


Il primo capitolo è quello che ha richiesto più interventi da parte di BioWare, considerando che dei tre era il più vecchio. Ebbene, nonostante i netti miglioramenti al comparto visivo e l’implementazione di alcune caratteristiche della giocabilità riprese dal secondo e dal terzo capitolo per uniformarlo al resto della trilogia, e dare quindi “continuità” ai vari episodi non solo attraverso il flusso narrativo, delude un po’, complice delle animazioni datate che in parte vanno a influire sul nuovo sistema di shooting mutuato dagli altri capitoli. Questi se da un lato rende più divertente, assieme ad altre ottimizzazioni del gameplay, le fasi di combattimento rispetto a quelle più farraginose dell’originale, dall’altro crea talvolta una sorta di cortocircuito per l’assenza, appunto, di mosse specifiche.

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