Google e Microsoft, tregua finita per “colpa” della pubblicità

La riluttanza di Google a lavorare con Bing starebbe costando a Microsoft centinaia di milioni di dollari all’anno in entrate pubblicitarie.

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Dopo anni di relativa calma, Google e Microsoft hanno rotto il patto di non belligeranza “firmato” nel 2016. A rivelarlo è un nuovo rapporto di Bloomberg, secondo il quale la rottura dell’accordo è arrivata a causa della mancata intesa su questioni legate alla gestione delle inserzioni pubblicitarie e all’uso degli algoritmi del motore di Ricerca di Google per tracciare gli utenti che il colosso di Mountan View utilizzerebbe a suo vantaggio per assicurarsi un ruolo predominante sul mercato a discapito della concorrenza, Microsoft compresa. Il tutto togliendo spazio e quindi la possibilità di concorrere anche a Bing, il servizio di ricerca della società di Redmond.

Le accuse di Microsoft a Search Ads 360


Il patto di non aggressione, firmato cinque anni fa, ha consentito alle due società di accantonare le numerose cause legali e le divergenze su alcuni aspetti strutturali aziendali, o di discuterle comunque a porte chiuse, senza dare nell’occhio. Negli ultimi tempi, però, le cose non sarebbero andate per il verso giusto, e se in passato i CEO Satya Nadella e Sundar Pichai hanno spesso trovato all’ultimo istante una soluzione alle divergenze delle rispettive società per cui lavorano dopo una serie di estenuanti colloqui, questa volta hanno dovuto alzare bandiera bianca.

Colpa della tecnologia pubblicitaria alla base di buona parte del fatturato di Google, e della funzione Search Ads 360, la piattaforma che permette di organizzare campagne pubblicitarie su più motori di ricerca in contemporanea.

Il flusso di lavoro ottimizzato e le potenti funzionalità di generazione dei rapporti consentono agli acquirenti di gestire le campagne in modo efficiente, mentre le offerte automatiche ne migliorano il rendimento. L’integrazione nativa con Google Marketing Platform consente agli acquirenti di gestire e monitorare le campagne digitali su un’unica piattaforma, usufruendo di efficienti funzionalità per acquisti, rapporti e attribuzioni multicanale. Search Ads 360 supporta l’accesso a un account Microsoft Advertising mediante un account Microsoft “personale” o di lavoro.

Ma nonostante questo, secondo il colosso di Redmond alcune delle funzionalità avanzate implementate da Bing non vengono supportate, rendendo quindi più appetibili agli occhi di un inserzionista quelle offerte dai servizi di Google. Come risultato, quindi, molti potenziali clienti trovano più utile e facile acquistare annunci su di essa, piuttosto che altrove. “Abbiamo sollevato le nostre preoccupazioni con Google, ma loro hanno appena fatto orecchie da mercante”, ha detto il presidente di Microsoft Brad Smith all’inizio del 2021. La riluttanza di Google a lavorare con Bing, ha detto, sta costando all’azienda “centinaia di milioni di dollari all’anno in entrate pubblicitarie”.

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