Il mondo ricorda il genio di Steve Jobs a dieci anni dalla morte

Dieci anni fa ci lasciava Steve Jobs, genio visionario e icona pop della tecnologia: un mito che ​resta indelebilmente vivo ancora oggi.

Il mondo intero, tecnologico e non, ricorda oggi Steve Jobs, scomparso prematuramente il 5 ottobre del 2011 all’età di 56 anni. Il cofondatore della di Apple Inc, una vera e propria icona della tecnologia, simbolo di innovazione e creatività, è un mito che resta vivo in maniera indelebile anche a dieci anni dalla morte. Il suo genio visionario, la sua creatività e il suo lascito ancora oggi permettono al colosso di Cupertino di essere un punto di riferimento in diversi settori della tecnologia, e al pubblico di godere delle sue acute intuizioni.

Steve Jobs, il genio che cambiò il mondo

Steve Jobs e Steve Wozniak
Steve Jobs e Steve Wozniak

“Ricordare per non dimenticare, commemorare per donare l’immortalità” a una figura che ha segnato la storia dell’informatica e della tecnologia. Nel 2014, la CNBC lo inserì in una lista dei 25 leader trasformativi, icone e ribelli dell’ultimo quarto di secolo. Una presenza dovuta e meritata, per la figura di un personaggio che più di altri “ha contribuito a modificare la cultura del prodotto in un business sempre più orientato alla persona”. Ma anche a cambiare la vita dei consumatori avvicinandoli alla tecnologia:

“Il suo genio creativo non ha rivoluzionato solo la sua azienda e i suoi prodotti, ma qualsiasi cosa, dalla musica ai film fino agli smartphone. Ha fornito una piattaforma affinché gli altri potessero distribuire applicazioni, generando innovazione e portandola in una più ampia sfera”.

Se oggi il computer o lo smartphone sono così in voga, alla portata di tutti e di uso comune indipendentemente dall’età o dalla cultura, se sono cambiati anche il modo in cui le persone ascoltano la musica o interagiscono con la tecnologia in generale, vedendola non più come un qualcosa di riservato solo a una nicchia di utenza, gran parte del merito è suo. Un lungo percorso iniziato nel 1976, quando Steve Jobs e Steve Wozniak hanno fondato Apple, con la produzione del primissimo personal computer dedicato all’utenza consumer: l’Apple I.

Steve Jobs

Una pietra miliare seguita da numerosi modelli, tra cui l’originale Macintosh del 1984, uno dei primissimi computer dotati di interfaccia grafica e mouse. Jobs rimase in Apple fino al 1985: dopo essere stato allontanato dalla sua stessa azienda perché ritenuto improduttivo e fuori controllo, decise di fondare NeXT, una società hardware e software pronta a gettare le fondamenta per l’attuale OS X (macOS). Jobs definì quel periodo come uno dei migliori della sua vita, in quanto lo liberò dagli “impedimenti, permettendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita”.

Il ritorno a Cupertino risale invece alla fine degli anni ’90, quando il gruppo versava ormai in difficili condizioni dato il successo della concorrenza Windows sul mercato, e per risollevarne le sorti gli amministratori decisero di riaffidarsi a lui, che “rispose” a modo suo, con un rivoluzionario programma e i nuovi iBook colorati, la linea iMac, gli iPod, i MacIntel, iPhone, iPad e molto altro ancora. Qualche anno dopo, invece, Jobs si dedicherà a lungo anche al progetto di un nuovo campus, quell’Apple Park inaugurato poi nel 2017 a Cupertino.

Apple Park, Steve Jobs Theater

E’ lì, nel punto più alto del quartiere generale dell’azienda a indicare simbolicamente la presenza di Steve Jobs che dall’alto guarda tutta la Apple, al centro di una struttura circolare completamente sostenibile ed ecologica, che il gruppo gli ha costruito e dedicato il nuovo Steve Jobs Theater, un anfiteatro disegnato dallo studio Foster + Partners dove il gruppo tiene i keynote di presentazione dei prodotti e le riunioni. Un ulteriore modo per omaggiarlo e ricordarlo. Come avverrà anche il prossimo 16 ottobre, quando si svolgerà lo Steve Jobs Day, una commemorazione istituita nel 2011 dall’ex governatore della California Jerry Brown.

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