Netflix: record di abbonati tra risultati in calo e ricerca di nuove fonti di business

L’impegno più massiccio di Netflix nei videogame potrebbe essere una delle vie praticabili per ovviare a una situazione finanziaria preoccupante.

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Da qualche tempo Netflix ha deciso di espandere la sua offerta di intrattenimento aprendo anche al settore dei videogiochi. Una mossa dettata si dalla volontà di offrire più alternative ai suoi clienti per la sua proposta di intrattenimento, ma anche dettata dalla necessità di rintuzzare una concorrenza sempre più numerosa e agguerrita, che spunta a destra e a manca. Di fatto, per cercare di arginare i mancati introiti (gli abbonati sono in aumento, ma le stime sono parecchio al di sotto delle aspettative dei soci), specialmente in mercati saturi come gli Stati Uniti, Netflix sta cercando modi alternativi all’aumento dei costi di abbonamento per assicurarsi di rimanere in vantaggio da un lato, ma anche, dall’altro, per sopravvivere a delle probabili future difficoltà.

Netflix, lo streaming di videogame contro la crisi?

Nonostante la cifra record di 221 milioni di abbonati in tutto il mondo, di cui ben 2,5 milioni sono i nuovi utenti registrati nelle prime settimane del 2022, gli azionisti di Netflix non nascondono una certa preoccupazione per il futuro dell’azienda. Questo perché al di là delle apparenze, le stime per i nuovi clienti sono parecchio in calo rispetto a quelle che erano le previsioni di crescita del gruppo, ovverosia almeno 4 milioni di nuovi abbonati nel primo trimestre di quest’anno al posto dei sopra citati 2,5 milioni. Aspetto che ha influito pesantemente in negativo sulla borsa, dove Netflix ha perso il 21%.

Secondo gli analisti, il colosso dello streaming video a pagamento pensa di ampliare quindi la sua offerta con contenuti differenti, nel caso i videogame, per attirare una maggiore fetta di pubblico e aprire le porte a nuovi fronti di business.

Il tutto a costi di produzione relativamente bassi, considerando per esempio che potrebbe ottimizzare molte di quelle sue proprietà intellettuali parecchio amate dal pubblico, che potrebbero essere convertite in videogiochi. Netflix lo ha già fatto per la terza stagione di Stranger Things, ma potrebbe anche ambire a produzioni di fattura e complessità maggiore, magari appoggiandosi a collaborazioni con team esterni di un certo peso. Intanto con il lancio mesi fa di una sezione gaming tramite integrazione al servizio di streaming on demand all’interno dell’app Android, l’azienda ha compiuto il primo passo in questa direzione, e ora aspetta speranzosa di valutare la risposta a lungo termine degli abbonati  per comprendere meglio se è il caso di proseguire su questo percorso.

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