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Xiaomi Mi Note 10: serve avere 108 megapixel?

Cinque fotocamere posteriori ed una risoluzione mai vista prima combinati ad un hardware di fascia media per lo Xiaomi più caro di sempre.

A partire da

€ 599

Giudizi
  • Caratteristiche8,5
  • Design8,5
  • Prestazioni8
  • Qualità prezzo7,5
Pro

Design, autonomia, fotocamera nel complesso buona

Contro

Interfaccia MIUI, troppi adv, lag frequenti soprattutto usando la fotocamera, memoria non espandibile

Di , 9 Dicembre 2019

Quest’anno Xiaomi ha deciso di riempire gli scaffali dei negozi con una moltitudine di smartphone appartenenti sia alla famiglia Mi che a quella Redmi, spesso con schede tecniche quasi identiche e solo pochi particolari a differenziare ogni modello, ma sempre con dei numeri strabilianti a simboleggiare ogni nuovo terminale. E dopo l’ampia serie Mi 9 con i suoi 48MP ed il Redmi Note 8 Pro con 64MP, il nuovo Mi Note 10 arriva con un sensore da ben 108MP. Ma i numeri saranno sufficienti a garantire la qualità? Vediamo quali sono state le nostre impressioni.

Confezione e Design ()

La confezione di vendita è nello standard della casa cinese, e comprende lo smartphone, un caricabatteria da 30 Watt con cavo USB-C, l’estrattore per la SIM e una cover morbida semi-trasparente, oltre naturalmente alla manualistica.

Le dimensioni del terminale sono di 157,8×74,2×9,7mm, per un peso di ben 208 grammi che lo rende fra gli smartphone più pesanti del 2019 alla pari dell’Oppo Reno 10X Zoom. La struttura è in metallo, ricoperto da entrambi i lati di Gorilla Glass 5.

Sulla parte frontale abbiamo un ampio display AMOLED da 6,47” con notch a goccia, bordi curvi, risoluzione Full HD+, rapporto 19,5:9 e HDR10; ci saremmo aspettati qualcosa in più sulla luminosità, che stando a quanto dichiarato dal costruttore arriva solo a 600nits come livello massimo e come valore medio rimane al di sotto della soglia dei 450nits. Il sensore d’impronta ottico è posizionato sotto al display, mentre la capsula auricolare è al solito lungo lo spigolo superiore dello smartphone.

Sulla parte posteriore fanno bella presenza le cinque fotocamere, di cui tre inserite in un modulo dalla discreta sporgenza insieme al sensore laser e le altre due posizionate sotto di esso. Accanto il doppio flash a LED, ed in basso il logo dell’azienda.

Ai lati abbiamo invece in alto la porta ad infrarossi e un microfono per la cancellazione dei rumori; a destra il tasto di accensione, il bilanciere del volume e il carrellino per la doppia nano SIM; in basso la porta USB-C, il microfono, la griglia altoparlante e il jack audio da 3,5mm. Come per la serie Mi 9, lo slot per le SIM non è di tipo ibrido, e quindi anche per il Mi Note 10 la memoria non è espandibile.

Scheda tecnica ()

Per il Mi Note 10 non è stato scelto un processore da top di gamma, ma piuttosto uno di livello medio, seppur ottimo: stiamo parlando del Qualcomm Snapdragon 730G, octa-core fino a 2,2GHz con architettura a 8nm e grafica Adreno 618, affiancato da 6GB di RAM e 128GB di memoria interna UFS 2.1 che, come abbiamo detto sopra, non può essere espansa non essendo lo smartphone dotato di slot per la microSD.

Passando ad esaminare il comparto fotografico, Xiaomi è la prima azienda ad adottare un sensore da 108MP, nello specifico il Samsung S5KHMX, con apertura f/1.7, pixel da 0,8µm, focale equivalente di 25mm per una visione di 82°, OIS e autofocus laser; viene utilizzata la consueta tecnica del pixel binning, per cui le foto saranno normalmente da 27MP. Il secondo sensore è un ultra-grandangolo Sony IMX350 da 20MP con apertura f/2.2, pixel da 1µm e focale di 13mm per una visione di 117°. Troviamo poi un teleobiettivo 5x da 5MP con apertura f/2.0, pixel da 1µm e OIS, un teleobiettivo 2x da 12MP dedicato ai ritratti con apertura f/2.0, pixel da 1,4µm, ed infine un sensore macro da 2MP con apertura f/2.4 e pixel da 1,75µm. Il sistema può registrare video fino a 4K@30fps.

La fotocamera frontale è invece una Samsung S5KGD1 da 32MP con apertura f/2.0, pixel da 0,8µm per foto da 8MP con pixel binning e video fino a 1080p@30fps.

Sul fronte sensori e connettività non manca niente: per i primi abbiamo i soliti luminosità, prossimità, accelerometro, giroscopio e magnetometro, mentre per le seconde troviamo WiFi dual-band, Bluetooth 5.0, NFC, GPS/Glonass/Galileo/BDS, porta IrDA e radio FM, oltre a tutte le bande 4G con velocità massima di download pari a 800Mbps (LTE Cat.15).

La batteria da 5260mAh supporta la ricarica rapida PD da 30W e si può ricaricare completamente in poco più di un’ora. Il sistema operativo è MIUI 11 basato ancora su Android 9.

Disponibilità e prezzo ()

Xiaomi Mi Note 10 è disponibile nelle colorazioni midnight black, glacier white e aurora green, nell’unica versione da 6+128GB, al prezzo consigliato di €599,90.

Recensione ()

Siamo stati in compagnia del Mi Note 10 nelle ultime settimane, e dobbiamo confessare di aver riscontrato pareri alti e bassi a seconda dei momenti. Di sicuro le aspettative erano alte, vista la pompa magna con cui Xiaomi lo ha presentato il mese scorso, ma l’esperienza finale non è stata delle migliori e ci sentiamo di dire che l’azienda ha fatto un passo indietro rispetto a terminali come Mi 9T Pro e Redmi Note 8 Pro. Vediamo però nel dettaglio le nostre impressioni.

Sul design e sulla qualità costruttiva non c’è niente da dire: il terminale è solido e bello a vedersi, sebbene il design sia ormai visto e rivisto, e lo spessore di circa 1cm più il peso superiore ai 200 grammi lo rendano piuttosto massiccio. Aggiungiamo che è veramente scivoloso, dato probabilmente lo strato oleofobico della parte posteriore, motivo per cui ne raccomandiamo l’uso con una cover per evitare danni al vetro. Buono il display, con una visibilità anche alla luce del sole e una qualità complessiva piuttosto valida, nonostante avremmo gradito una maggiore luminosità soprattutto per la visione di video, data anche la presenza di una certificazione HDR10; ma occhio ai lati curvi, in quanto è facile toccare parti del display anche solo impugnando lo smartphone e avviare azioni indesiderate. E abbastanza buoni gli sblocchi biometrici: se il face-unlock riesce sempre in termini piuttosto rapidi, il lettore ottico d’impronta è più lento della media nello sblocco, ma nel complesso ci sentiamo di promuoverlo.

Buono l’audio, purtroppo solo mono e senza alcuna tecnologia surround 3D a migliorarlo, ma comunque ben amplificato. La differenza con dispositivi dotati di Dolby Atmos si nota e non poco, ma per un uso di tutti i giorni o con cuffie va comunque bene.

Il focus dello smartphone e di tutta la campagna marketing è sulla fotocamera, come ci si può aspettare dal primo telefono in grado di scattare a 108MP, quindi vediamo come abbiamo trovato questo aspetto. Al solito l’impostazione standard è con pixel binning attivato, e le foto da 27MP risultanti sono in generale di buona qualità. Dopo ogni scatto abbiamo rilevato qualche leggero rallentamento dovuto all’elaborazione della foto che ci costringe ad aspettare circa un secondo prima di andare avanti, ma il problema diventa notevolmente più accentuato quando si scatta nelle modalità 108MP o notte, con attese che possono superare anche i 5-6 secondi. Questo è probabilmente dovuto al processore SD730G che, seppur sia un ottimo chipset non riesce a stare dietro a tutta la capacità di calcolo richiesta dal sensore Samsung HMX, oppure un collo di bottiglia causato dalla MIUI che sappiamo non essere fra le interfacce più reattive ed ottimizzate. Forse in questo caso la scelta di uno SD855+ avrebbe aiutato, ma speriamo che l’azienda riesca a risolvere la questione con un aggiornamento software.

Tornando alla qualità fotografica possiamo ritenerci soddisfatti degli scatti alla luce del giorno, un po’ meno sulla night mode che per quanto produca buone immagini non si avvicina ai livelli della Gcam del Pixel 4. Spesso si notano alcune sfocature ai lati delle foto, e come per gli altri modelli della casa cinese notiamo ancora distorsioni per le foto in ultra-grandangolare, altra cosa che potrebbe essere risolta con un aggiornamento software ma che torna costantemente fin dal Mi 9. In generale comunque sconsigliamo di attivare la modalità a 108MP che, sebbene aumenti indubbiamente il dettaglio delle immagini, pur cedendo qualcosa sul fronte luminosità, genera file troppo pesanti – anche oltre i 20MB – che possono andare a riempire velocemente i circa 110GB di memoria disponibile.

Buoni i ritratti, buona la selfie-cam, buono lo zoom fino all’ibrido 10x (andando oltre le perdite di dettaglio e le sfocature iniziano ad essere sempre più evidenti, come è normale che sia; il massimo raggiungibile è 50x ma sconsigliamo di arrivarci) e in generale buoni i video sebbene anche sul fronte stabilizzazione ci saremmo aspettati qualcosa in più.

Ottima l’autonomia: la batteria del Mi Note 10 supera i 5000mAh ed è quindi facile arrivare a sera con una carica residua anche superiore al 40%, o fare oltre due giorni con un utilizzo più moderato. La ricarica rapida non delude e sebbene non si arrivi ai 50W ed oltre di altri brand possiamo caricare il telefono fino al 60% circa in 30 minuti. E buone le prestazioni generali, sebbene ai rallentamenti già evidenziati durante l’uso dell’app fotocamera si aggiungano lag occasionali durante l’uso di tutti i giorni.

La causa è senza dubbio il software: se da un lato la nuova MIUI 11 ha un design più gradevole e ci piace molto il tema scuro, dall’altro continuiamo a ripetere sempre che manca qualcosa sia in termini di funzionalità che dal punto di vista delle ottimizzazioni.

Non è ancora possibile disattivare le (tante) apps indesiderate, cosa che tutti gli altri vendor permettono da diversi anni, né impostare definitivamente alcune app come predefinite (e ti riparte il Mi Browser anche se gli hai detto 10 volte di usare Chrome), ma è aumentata la quantità di pubblicità che compare ogni volta che si usa un’app come le (inutili) pulitore o sicurezza o come le (più utili) app per riprodurre musica o video. Possiamo accettare gli adv quando scarichiamo la versione gratuita di un’app, dopotutto serve a supportare gli sviluppatori, ma dalle app di sistema di uno smartphone tutt’altro che economico proprio no.

Niente comunque che non possa essere risolto da un team di bravi sviluppatori, ma che però fino ad oggi non si è ancora visto. Curiosa poi la scelta di Xiaomi di lanciare una nuova versione della sua interfaccia grafica ma di non aggiornare alla release più recente di Android: Mi Note 10 è l’unico smartphone di fascia alta ad arrivare sugli scaffali con l’ormai vecchio Android 9 a diversi mesi dal rilascio ufficiale della versione 10.

Merita una considerazione anche il prezzo, altro fattore su cui le presentazioni di Xiaomi puntano molto con le immancabili slide di confronto con i prodotti concorrenti dei marchi più importanti sul mercato: siamo arrivati a 600 euro, che di certo non sono pochi, e se per uno smartphone da 200 o 250 euro si può passare sopra ad imprecisioni ed errori occasionali, arrivati a questo livello l’utente finale ha il diritto di pretendere che l’esperienza sia impeccabile, soprattutto quando sul mercato esistono smartphone dal prezzo simile o anche inferiore e che riescono a garantire una esperienza d’uso decisamente superiore.

Complessivamente possiamo dire che il Mi Note 10 è un discreto terminale, sebbene diverse cose qua e là sarebbero dovute essere progettate meglio o necessitano di essere riviste. Colpa probabilmente della fretta nel lanciarlo per poter dire di essere stati i primi con un sensore da oltre 100MP, fattore che non serve ad avere fotografie migliori se non abbinato ad un software affidabile; speriamo quindi che con i futuri aggiornamenti vengano risolti i problemi attualmente esistenti.