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Killzone 3

Lo sparatutto in soggettiva che solo PlayStation 3 è in grado di far girare!

Voto WebNews
9,0
Data di uscita

23 Febbraio 2011

Giudizi
  • Giocabilità9,0
  • Grafica9,6
  • Sonoro8,6
  • Multiplayer9,0
  • Longevità8,9
Pro

Tecnicamente superbo, dotato di un carisma estetico che riesce a trascinare concretamente il giocatore nell'azione. Appagante anche e soprattutto online!

Contro

Leggermente sottotono la componente puramente narrativa, con una trama frammentaria e poco ispirata. Difficilmente fruibile il co-op locale in split screen. Superfluo il supporto per Move.

Di ,

Trama

Killzone 3 porta un grande fardello sulle spalle, l’eredità di un gioco che ha catalizzato l’attenzione di tutti sulle reali potenzialità tecniche di PlayStation 3. Killzone 2, infatti, è stato percepito da molti come una cosiddetta killer app per l’ammiraglia Sony. Con un precedente storico così ingombrante, il nuovo lavoro dei Guerrilla Games è stato atteso come un successore di sangue blu, già di famiglia nobile e quasi obbligato ad affermarsi nel panorama di esclusive PlayStation 3.

Paradossalmente, non trattandosi di un titolo multipiattaforma, il confronto diretto, a nostro modo di vedere le cose, esula dai vari sparatutto in soggettiva che attualmente catalizzano l’attenzione (come, ad esempio, l’imminente Bulletstorm), prefigurando uno scontro diretto tra “fratelli”. La questione, in sostanza, è se Killzone 3 sia riuscito a surclassare Killzone 2. E la risposta, senza alcuna remora, è: sì… anche se non sotto tutti gli aspetti.

La trama vede ancora Sev come protagonista, mentre sullo sfondo imperversa l’annoso conflitto fra Helghast e Umani. Stavolta, però, gli sceneggiatori hanno deciso di dare il via all’avventura in modo meno epico, affidando il primo capitolo di gioco ad un escamotage narrativo noto come flashforward. Una scelta legata al fatto di dover riprendere le redini della trama lì dove si era interrotta sul finale di Killzone 2. Il salto narrativo è efficace e tende a generare nuovamente la giusta empatia con il personaggio principale e con l’ambientazione.

Il grande pregio di Killzone 3 risiede proprio nella concretezza dell’esperienza che l’impianto grafico-narrativo riesce a comunicare. Impersonare Sev non è una passeggiata di salute… Si percepiscono realmente i pericoli che lo circondano e ci si ritrova a spostarsi con circospezione, studiando ogni movimento e copertura, ponderando quale arma imbracciare e quale sostituire con l’arsenale lasciato dagli avversari appena abbattuti. Si respira sempre un’atmosfera tesa, tangibile.

Un traguardo encomiabile che non molti sparatutto in soggettiva possono fregiarsi di aver raggiunto. Il team di sviluppo è riuscito nell’impresa grazie ad un attendo level design, a una raffinata componente audio (soprattutto per quanto riguarda gli effetti sonori) e ad un mastodontico lavoro di perfezionamento dell’impressionante engine grafico, che trascina il giocatore in nuove ed evocative ambientazioni, condendo il tutto con sequenze animate di intermezzo assolutamente spettacolari. Peccato che il plot non decolli mai realmente, assestandosi su standard di mantenimento accettabili ma mai esaltanti, come invece è stato per Killzone 2.

I combattimenti sono serrati, i nemici vi aggrediscono da ogni lato, sfoggiando una convincente intelligenza artificiale. Se siete a caccia di un’esperienza bellica massiccia e coinvolgente, allora Killzone 3 è il titolo che fa per voi. Oltretutto si prende il lusso di raggiungere vette di assoluto realismo senza per questo proporre scenari di guerra realmente esistenti, andando ad appesantire il prodotto con orpelli politico-culturali che non dovrebbero apparire in un videogioco (come, invece, tristemente accade nei recenti Modern Warfare, della serie Call of Duty).

La validissima campagna in singolo è affiancata, poi, da un’opzione di gioco cooperativa in locale, realmente accessibile solo se disponete di uno schermo sufficientemente grande da consentire una buona visuale dell’azione in split screen (vi consigliamo almeno un display da 37 pollici). Probabilmente, nel tentativo di garantire il massimo della resa grafica e della leggibilità, gli sviluppatori hanno suddiviso verticalmente lo schermo, relegando le due visuali di gioco in due aree quadrate decisamente claustrofobiche. Inspiegabile l’assenza del supporto ad una modalità coop online, che sarebbe risultata sicuramente più godibile.

Per fortuna Killzone 3 ha da offrire eccellenti modalità multiplayer, per l’esattezza tre: Warzone, Guerrilla Warfare e Operations. Le classi disponibili sono varie e consentono ai giocatori di trovare un proprio alter ego dotato di abilità che calzano alla perfezione su un determinato stile di gioco. Il sistema di ranking, complesso ed efficiente, vi permetterà di sbloccare nuovo equipaggiamento man mano che si scalano le classifiche. Per chi non fosse particolarmente socievole, oppure non ancora dotato di un’agevole connessione alla grande Rete, è prevista anche una modalità di gioco offline nella quale i compagni di squadra e gli avversari sono bot controllati dal Cell.

Tecnicamente, come già accennato in precedenza, Killzone 3 raggiunge livelli di assoluta eccellenza, sfoggiando ambientazioni estremamente dettagliate, interattive e ottimamente caratterizzate. La pulizia e il realismo delle immagini è impressionante, grazie anche ad un sistema di animazioni che ha dell’incredibile. Il tutto senza gravare quasi per niente sulla fluidità dell’azione, se non per via di qualche breve interruzione legata alle routine di caricamento in streaming. Ebbene sì, ancora una volta Guerrilla Games dimostra che un titolo possente come Killzone 3 non necessita di procedure di installazione obbligatoria su PlayStation 3!

Purtroppo, non disponendo di una 3DTV, non abbiamo potuto valutare la bontà della resa stereoscopica, ma siamo certi che gli early adopter di questa promettente tecnologia trarranno il massimo giovamento dall’attivazione dell’apposita opzione video relativa al 3D. Ciò che, invece, abbiamo testato a fondo è stato il sistema di controllo alternativo, garantito dal supporto a PlayStation Move. Com’era prevedibile, non trattandosi di uno sparatutto su binari, abbiamo dovuto combinare all’uso del PlayStation Move anche il pad tradizionale. Chi ha acquistato separatamente un navigation controller troverà l’esperienza di gioco leggermente più accessibile, ma nel complesso Move è risultato più macchinoso e meno preciso dell’approccio tradizionale ai comandi via joypad.