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Ridge Racer Unbounded

È possibile condensare il meglio degli attuali racing arcade in un gioco solo?

Voto WebNews
8,0
Data di uscita

29 Marzo 2012

Giudizi
  • Giocabilità8,0
  • Grafica9,0
  • Sonoro7,2
  • Multiplayer8,0
  • Longevità7,8
Pro

Tecnicamente massiccio. Modello di guida molto interessante. Unbounded rappresenta un valido reimagining della serie Ridge Racer, anche se pericolosamente distante dalle origini.

Contro

Nel tentativo di concentrare in un unico titolo le caratteristiche migliori degli attuali top game del genere racing, Unbounded si perde in citazioni e omaggi senza trovare una sua dimensione di gameplay.

Di ,

Trama

Se pensate di trovarvi di fronte al solito Ridge Racer vi sbagliate di grosso! Con tutti i pro e i contro che la cosa comporta. Ridge Racer Unbounded, racing game realizzato da Bugbear Entertainment sotto l’etichetta Namco Bandai, scardina i canoni classici della serie, li reinterpreta e li adatta a una formula di gioco che omaggia chiaramente Burnout, nella fattispecie i capitoli Revenge e Dominator, riproponendone perfino le medesime gradazioni cromatiche per quanto riguarda l’impatto grafico.

Ma non è il solo Burnout ad essere stato eletto a modello di riferimento, perché in Ridge Racer Unbounded riecheggiano anche evidenti influenze dell’innovativo Split/Second, soprattutto per quanto riguarda il livello di distruzione consentito in pista. La scelta del team di sviluppo ha indubbiamente condizionato (vedremo dopo il perché) la definizione del modello di guida, ben distante dal lineare e pulito approccio di gara normalmente richiesto per uscire vittorioso da una competizione in uno qualsiasi dei passati Ridge Racer.

La trama parla di una mastodontica metropoli, Shatter Bay, pronta per essere dominata da una generazione di nuovi guerrieri della strada, gli Unbounded. Il metallo pesante di questa elite di piloti metterà in ginocchio le forze dell’ordine e conquisterà, quartiere dopo quartiere, l’intera città. La campagna di gioco in singolo, denominata per l’appunto “Domina Shatter Bay”, prevede una serie di gare suddivise per ogni area metropolitana. Le sessioni si differenziano per obiettivi e spaziano da gare di drifting a sessioni pseudo-acrobatiche, passando per essenziali sfide di velocità, fino a vere e proprie carneficine, durante le quali dovrete effettuare il maggior numero di eliminazioni. Difficile sedare l’irrefrenabile impulso di chiamarle “takedown”.

Il livello di difficoltà è decisamente impegnativo e spiazza anche i piloti più esperti, con un primo impatto in pista perfino traumatico, proponendo fin da subito avversari agguerritissimi e un modello di guida complesso ed esigente, che non perdona traiettorie approssimative e, al contempo, punisce con rovinosi testacoda qualsiasi maldestro tentativo di entrare in derapata. I giocatori più smaliziati potrebbero provare una strana sensazione di déjà vu giocando Ridge Racer Unbounded, e la ragione è presto detta: tale modello di guida è stato mutuato, con i ragionevoli adattamenti del caso, direttamente da FlatOut: Ultimate Carnage (PC e Xbox 360, 2007), massiccio stunt racing game realizzato proprio da Bugbear Entertainment.

Ogni pista prevede scorciatoie e passaggi preferenziali, che però potranno essere imboccati solo sfondando muri e strutture con una sana dose di nitro, da caricare restando in scia agli avversari, derapando, oppure distruggendo tutto ciò vi capita sotto tiro durante la gare: muretti, alberi, macchine parcheggiate o intente a circolare e persino stazioni di rifornimento. In caso di un approccio liscio alle scorciatoie non farete altro che schiantarvi rovinosamente, per cui dovreste imparare presto a valutare bene quando dare libero sfogo al carico di nitro appena guadagnato. Ovviamente, tali scorciatoie saranno accessibili a tutti i piloti, una volta che avrete fatto da apripista. Presenti poi particolari obiettivi esplosivi che, se colpiti a tutta velocità, deflagreranno coinvolgendo i veicoli avversari vicini… e qui la mente corre veloce alle roboanti esplosioni di Split/Second.

Alla stregua delle missioni speciali di combattimento presenti nel succitato racing Disney, anche se il concept è stato invertito, Ridge Racer Unbounded presenta per ogni quartiere delle gare che vi vedranno alla guida di una mastodontica motrice di tir, intenti a distruggere il maggior numero possibile di volanti della polizia! Per ogni tipologia di gara riceverete una valutazione espressa con un massimo di tre stelle, affiancata da un punteggio numerico che terrà conto anche della condotta in pista, valutando il livello di distruzione causato agli avversari e i danni collaterali alle strutture cittadine. Per accedere all’ultimo evento e dominare definitivamente il quartiere, dovrete totalizzare un punteggio sufficientemente elevato. Anche in quest’ultima gara è impossibile non percepire sospette assonanze con Need for Speed: Hot Pursuit, dato che l’obiettivo sarà quello di tagliare il più velocemente possibile il traguardo mentre una pletora di pattuglie della polizia cercherà di ostacolarvi.

Nel complesso, l’esperienza di guida in singolo offerta da Ridge Racer Unbounded è appagante e ben strutturata, ma è inevitabile pensare che di Ridge Racer sia rimasto ben poco, se non il concetto di derapata in curva (nella pratica completamente diverso rispetto alle dinamiche originali) e le scie luminose lasciate dai gruppi ottici posteriori dei veicoli durante l’impiego della nitro. Oltretutto, Unbounded non riesce neanche a trovare una sua dimensione, perso com’è a inseguire modelli di gameplay mutuati da altre gloriose serie automobilistiche arcade. Il suo più grande difetto, dunque, è la mancanza di personalità.

Parlando di personalità: Reiko Nagase, race queen digitale che ha sempre accompagnato con la sua candida bellezza praticamente ogni titolo della serie, ha ceduto il passo a una misteriosa figura femminile, pur sempre orientale, di nome Kara Shindo. Una cosa è certa: la classe della bella Reiko non può essere rimpiazzata da una tamarra di strada. Il paragone è calzante con il cambio di stile dell’intera produzione, che contrappone al gameplay originale della serie (onestamente da rivedere per sopraggiunti limiti di età), fatto di traiettorie pulite e derapate studiate al millimetro, un’esperienza di guida tamarra, in cui la distruzione è uno degli elementi cardine. Per fortuna rimane un solidissimo modello di guida, che non mancherà di fidelizzare gli appassionati dei racing game di stampo arcade, ma è innegabile che Namco avrebbe potuto tranquillamente puntare su una nuova IP, piuttosto che chiamare in causa Ridge Racer.

Oltre alla modalità di gioco in singolo, Ridge Racer Unbounded offre anche svariate sfide online sotto la voce di menu “Domina Il Mondo”. I patiti delle sfide multiplayer troveranno dunque pane per i loro denti, potendo contare su opzioni classiche di gara sulle piste di Shatter Bay, ma anche e soprattutto sulla possibilità di correre su piste create dalla community. Unbounded include infatti un completissimo editor modulare dei tracciati, basato sulla possibilità di riassemblare sezioni delle piste standard, aggiungendo a piacimento, una volta finalizzato un percorso, tutti gli ostacoli del caso (rampe, barili esplosivi ecc.). Potrete ovviamente proporre le vostre creazioni e valutare quelle degli altri giocatori, segnalando perfino le piste che dovessero risultare ingiocabili per via di qualche grossolano errore di editing dell’autore.

Tecnicamente parlando, Bugbear Entertainment ha messo a frutto la sua pluriennale esperienza per realizzare uno dei giochi di corsa più massici dell’attuale generazione, con una quantità di dettagli su schermo e oggetti distruttibili davvero imponente. Se si pensa che in pista possono gareggiare fino a undici macchine, più il traffico cittadino e una miriade di oggetti ai quali è stata applicata una fisica realistica (la maggior parte dei quali, una volta distrutti, non scompare dalla strada), si realizza quanto impressionante sia il traguardo tecnologico raggiunto dal team di sviluppo con il suo engine grafico proprietario. Sostanzialmente identica la resa visiva del gioco sia su Xbox 360 che su PlayStation 3. Peccato per un accompagnamento sonoro abbastanza anonimo, che nonostante la presenza di diverse hit tratte dai precedenti Ridge Racer, propone di fatto brani martellanti quanto basta, ma che non riescono a comunicare il giusto mood. Anche i ruggiti dei motori avrebbero potuto essere molto più aggressivi, considerando il tipo di impostazione dato alla produzione.

Insomma, se vi professate appassionati di vecchia data della serie potreste trovare Ridge Racer Unbounded un po’ troppo distante dall’idea di esperienza di guida che ricercate normalmente in un titolo corsaiolo. Al contrario, se siete cresciuti a pane e Burnout, trovando entusiasmate FlatOut: Ultimate Carnage e adorando il più recente Split/Second, il lavoro svolto da Bugbear vi regalerà una sana dose di divertimento, senza tuttavia stupirvi con meccaniche di gioco originali. Accostatevi a Unbounded con in mente il concetto cinematografico di reimagining, ovvero di reinterpretazione del concept originario, e ne trarrete il giusto godimento. I maniaci delle simulazioni realistiche si tengano debitamente alla larga!