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Syndicate

Da strategico a FPS, il reboot di Syndicate lascia spiazzati.

Voto WebNews
8,0
Data di uscita

24 Febbraio 2012

Giudizi
  • Giocabilità8,1
  • Grafica8,5
  • Sonoro8,0
  • Multiplayer7,5
  • Longevità7,9
Pro

Interessanti dinamiche di combattimento legate all'uso di armi da fuoco e potenziamenti del bio-chip DART 6. Evocativa atmosfera cyberpunk, sottolineata da un accompagnamento sonoro ad hoc. Ottimo il multiplayer co-op.

Contro

Nessun reale difetto, ma la mancanza di coraggio nel tentare nuove strade o rielaborare il concept originale relega Syndicate all'anonimato nel calderone FPS.

Di ,

Trama

Correva l’anno 1993 quando Bullfrog commercializzò il primo Syndicate, titolo strategico per home computer e console con un pizzico di azione nella ricetta, che rapì i giocatori di quel periodo non solo grazie al suo gameplay, ma anche con una delle presentazioni in ray tracing più ispirate del momento. A distanza di quasi vent’anni, Electronic Arts tenta un cosiddetto reboot della serie sotto forma di FPS puro, stravolgendo la formula di gioco del capostipite e adattandosi a quelli che sono gli standard del mercato attuale.

Syndicate si presenta come uno sparatutto massiccio, ben strutturato e graficamente accattivante. Il motivo è presto detto: il team di sviluppo alle spalle del progetto è Starbreeze, che ha al suo attivo The Chronicles of Riddick: Escape from Butcher Bay (Xbox, 2004) e The Darkness (360 e PS3, 2007), due esponenti niente male per il genere di appartenenza.

La trama, ambientata in un futuro dominato da mega corporazioni (note appunto come syndicate), vi proietterà nel 2069 nei panni di un agente moddato con un rivoluzionario chip neurale, in grado di conferirgli straordinarie capacità di combattimento e hacking. Voi e il vostro DART 6, questo il nome del ritrovato della bio-ingegneria, armi alla mano vi risveglierete bruscamente (a dir poco) nel bel mezzo dell’azione… e da quel momento in poi, in un escalation di eventi, vivrete in prima persona il percorso di vendetta personale del vostro alter ego protagonista degli eventi: Miles Kilo.

Inutile dirlo, le ambientazioni e l’atmosfera che, più in generale, si respira nell’intera produzione rievocano profondamente il filone fantascientifico a cui appartiene Blade Runner, quel cyberpunk teorizzato da William Gibson che tanto ha influenzato produzioni cinematografiche e ludiche nel corso dell’ultimo trentennio. Narrativamente parlando, dunque, Syndicate è un valido esponente di questo filone letterario, e con il suo intreccio di trama e azione gratifica a più livelli gli appassionati di sci-fi. Peccato solo che la storia raccontata non riservi particolari sorprese e risulti tutto sommato abbastanza lineare.

Per quanto riguarda il gameplay, ci troviamo di fronte a un sistema di gioco interessante, basato essenzialmente sulla combinazione di poteri speciali, garantiti dall’innesto cibernetico sul sistema nervoso del protagonista, e armi da fuoco tutto sommato abbastanza convenzionali come design, ma capaci di sorprendere con modalità di fuoco secondarie come la possibilità di perforare muri. Gli scontri vengono resi unici proprio dalla necessità di sfruttare in modo intelligente l’arsenale a disposizione, unitamente alle prestazioni del chip DART 6, capace di influire a distanza persino sul comportamento degli avversari, obbligandoli a rivolgere la loro arma contro i commilitoni, oppure a farsi esplodere nel mezzo di un gruppo compatto di compagni d’armi… con i risultati che tutti potete immaginare.

I potenziamenti Suicidio, Contraccolpo e Persuasione non sono illimitati, facendo affidamento su una riserva di energia che si ricarica in base a quanti nemici si uccidono e al modo in cui vengono eliminati, innescando dinamiche molto particolari di combattimento che vi obbligheranno a ponderare con attenzione i vostri spostamenti, sfruttando la conformazione degli ambienti di gioco a vostro vantaggio per evitare il più possibile un brutale e semplice scontro diretto. L’intelligenza artificiale dei nemici appare molto reattiva e, sebbene sia teoricamente possibile prediligere il solo uso delle armi, andando avanti nella campagna in singolo vi ritroverete spesso alle strette se non farete affidamento sui potenziamenti garantiti dal chip DART 6. Come prevedibile, gli attacchi ravvicinati corpo a corpo sono contemplati, ma difficilmente sfruttabili.

L’interfaccia di gioco semplice, pulita ed efficace cerca di replicare quella che potrebbe essere una visione di cosiddetta augmented reality (realtà aumentata) se aveste innestato un chip capace di proiettare immagini direttamente nel vostro cervello, sovrapponendole alla realtà: ecco in cosa consiste la cosiddetta Sovraimpressione Dart. Il chip non solo modificherà la percezione delle cose, ma parlerà costantemente e con voce suadente al protagonista, comunicandogli eventuali debolezze strutturali della ambiente circostante e fungendo da tutorial per le dinamiche di combattimento e l’utilizzo degli armamenti. Se volete trarre il massimo dall’esperienza di gioco, prestate molta attenzione ai suggerimenti forniti dal DART 6, anche e soprattutto per quanto riguarda il sistema di controllo. A titolo informativo, è sempre disponibile il manuale in formato elettronico accessibile sotto la voce Extra nel menu principale.

Per quanto riguarda gli spostamenti, Syndicate si rivela un titolo dalla natura estremamente dinamica, richiamando alla mente (in chiave positiva) il discusso Brink. Correre, scivolare, scavalcare di slancio una ringhiera o sfondare una porta, sono tutte azioni che imparerete a gestire in modo molto intuitivo e vi torneranno utili (per non dire indispensabili) durante i combattimenti più concitati. Sempre nel contesto della scelta di imprimere un buon dinamismo alle azioni, è stata molto curata anche la componente visiva dell’azione su schermo, lavorando molto su effetti di sfocatura dinamica e sul realismo dei movimenti delle mani che impugnano l’arma, costantemente ri-orientata in modo realistico a seconda degli impedimenti e delle eventuali collisioni con l’ambientazione.

Per non rendere l’esperienza di gioco eccessivamente monotona e inserire un piccolo incentivo all’esplorazione delle ambientazioni, sono stati disseminati lungo i livelli dei biglietti da visita olografici e immagini di propaganda nascoste alla vista, ma percepibili con l’uso della modalità Sovrimpressione Dart, che basterà inquadrare per aggiungere all’elenco dei collectibles.

Oltre alla validissima campagna in singolo, inoltre, è stata pianificata anche una modalità cooperativa online online per un massimo di quattro giocatori. Le location saranno riprese dall’avventura principale, ma gli obiettivi ricorderanno il Syndicate del 1993, nel quale si controllava infatti una squadra di quattro agenti. La difficoltà delle missioni cooperative è stata tarata verso l’alto, incentivando il gioco di squadra e perfino avvisando quando il numero di giocatori è palesemente insufficiente per completare realisticamente una missione.

Anche in co-op potrete fare affidamento sui potenziamenti garantiti dai bio-chip DART 6, ma stavolta avrete a disposizione ben 20 varianti di poteri, che dovrete comunque guadagnarvi accumulando esperienza in combattimento. Medesimo discorso per quanto riguarda l’arsenale, da potenziare solo a patto di trovare gli elementi giusti. Se siete preoccupati della mancanza di un multiplayer competitivo, mi sento di rassicurarvi ampiamente sull’intrinseca bontà del co-op di Syndicate, assolutamente meritevole della massima fiducia, sia in termini di contenuti e divertimento che per quanto riguarda la longevità.

Tecnicamente parlando, Starbreeze non sembra essersi affidata a nessuna engine preconfezionato, ma sfruttando la sua grande esperienza ha realizzato un gioco visivamente accattivante, in cui il dinamismo delle scene e l’uso di interessanti filtri di sfocatura dinamica ed effetti grafici di overlay rendono l’azione assolutamente spettacolare. Ottimo l’accompagnamento sonoro d’atmosfera, caratterizzato da motivi di sottofondo altamente evocativi, che creano il giusto mood per godere al meglio della natura cyberpunk di questo gioco.

In conclusione, un reboot di una serie storica pienamente riuscito, che porge il fianco solo ad un’unica critica: in un panorama dominato da sparatutto in soggettiva è una scelta fin troppo commerciale quella di trasformare uno strategico in un FPS. Forse Syndicate avrebbe potuto essere un capolavoro unico con un po’ più di coraggio, ma così com’è, per quanto avvincente e ottimamente realizzato, si perde nel calderone iperaffollato dei first person shooter.