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Toh, ecco il nuovo DreamScene

A 24 ore dalle proteste contro il team Vista Ultimate per la mancata distribuzione degli Extra promessi, ecco la prima release ufficiale di DreamScene, il tool per usare sfondi in movimento sul desktop. E una promessa ulteriore: presto ulteriori novità

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Da poche ore è finita l’estate, da poche ore è scoccata la protesta contro le promesse del team Microsoft al lavoro su Windows Vista Ultimate Edition, da poche ore è giunta la risposta del gruppo. Appena la protesta si è sollevata, infatti, da Redmond è giunta una tardiva reazione per porre un freno a chi stava facendo rumore attorno al caso degli Extra mai rilasciati. E la risposta è quella attesa: è stato rilasciato il primo vero Extra.

“Rilasciato” è una espressione incompleta in quanto il DreamScene era già stato conosciuto dai più, ma fino ad oggi solo in versione Preview (che causava peraltro molti problemi alla tenuta del sistema). Ora il DreamScene è disponibile ufficialmente su Windows Update con un download da 22.1 Mb e permette di avere sul proprio desktop uno sfondo animato. Trattasi di un piccolo sfizio grafico di dubbia utilità ma di innegabile fascino, e soprattutto è l’inizio di una serie di release che gli utenti Vista Ultimate auspicano lunga ed interessante.

Ad annunciare il nuovo Extra è Barry Goffe, colui il quale aveva anzitempo promesso un primo intervento in merito entro l’estate. Goffe si assume (con una nota ironica) le responsabilità per il ritardo e suggerisce di fare affidamento a DeskScape per produrre attivamente i propri sfondi animati. Il ritardo sarebbe dovuto al fatto che i language pack non sono ancora pronti, la qualità delle release non è ancora ottimale ed il futuro service pack introduce ulteriori problematiche.

Un errore per il nuovo DreamScene

Un errore per il nuovo DreamScene

Il DreamScene ufficiale, insomma, sarebbe un contentino (nell’immagine un errore restituito dopo poche ore di test) che dovrebbe preludere ad ulteriori novità. Goffe suggerisce la possibilità che nuovi Extra possano essere disponibili a breve. Le acque agitate sono state placate, ma ora Microsoft dovrà dare una qualche risposta più radicale per evitare che entro poco tempo l’insoddisfazione torni a farsi sentire.

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