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Perfect 10, il porno perde anche l’appello

Perfect 10 aveva accusato le carte di credito di collusione con la pirateria del porno. Le accuse cadono in primo grado e svaniscono nel tentativo di appello. Rimane pendente la questione legata ai motori di ricerca ed alle immagini indicizzate

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Il mondo del porno è tra i più colpiti, a detta degli addetti al settore, dalla pirateria online. Non solo, ma è la stessa natura della rete a mettere nei guai il ricco mercato che tradizionalmente si è sviluppato sui principi della dimensione video e cartacea. Con la rete la moltiplicazione del materiale disponibile ha annullato gran parte dei cardini del vecchio mercato e la ricca industria del sesso sta digerendo con fatica il passaggio alla new economy (sebbene l’introito netto sia sicuramente aumentato, aumentano anche coloro i quali tentano di spartirsi la ricca torta disponibile). Emblema della lotta contro la nuova dimensione del web è Perfect 10, nome che nonostante una forte presenza sul web si trova in lite giudiziaria con grandi nomi per avere poi la peggio e ritrovarsi a distanza di mesi con un nulla di fatto in mano.

Perfect 10 ha nel tempo sviluppato una guerra senza confini contro tutti coloro i quali hanno in qualche modo coadiuvato i “pirati” che hanno depredato le immagini del sito per riproporle su altri canali con sprezzo del copyright sul materiale. Le denunce di Perfect 10 non si sono limitate a puntare il dito contro la moltitudine delle violazioni, ma hanno bensì tentato di coinvolgere tutto l’indotto. L’accusa, ad esempio, ha tirato in causa Google, Amazon, Microsoft, Mastercard e Visa: ognuno a modo proprio, ciascuno di questi nomi avrebbe agito in collusione con i pirati, favorendone pertanto l’attività a danno della stessa Perfect 10.

Perfect 10 Inc. v. CCBill LLC, 07-266: dietro questa sigla si nasconde la sentenza che pone fine alla vertenza. Perfect 10 infatti ha la peggio anche nelle ultime pendenze rimaste ed il nono Circuito della Corte d’Appello ha stabilito che gli istituti dietro le carte di credito non possono essere chiamati a rispondere delle responsabilità di chi ne fa uso per i propri traffici. La sentenza è a suo modo importante in quanto fa giurisprudenza anche per altri casi similari che dovessero insorgere in futuro: la corte, semplicemente, ha espressamente rifiutato (pdf) di prendere in considerazione l’eventualità di un appello alla decisione originale, giudicata così inappuntabile.

Google ed Amazon (per il defunto A9) vivono con Perfect 10 una avventura ancora diversa che rimane per il momento aperta: il sito ha infatti denunciato i due motori di ricerca per aver indicizzato alcune thumbnail, facendo dunque proprio materiale che Perfect 10 ritiene protetto e non cedibile. Per Perfect 10 è arrivata in tribunale anche una parziale vittoria a cui i motori si sono subito appellati. In seguito anche MSN è stata chiamata in causa per lo stesso motivo.

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