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Modella denuncia Google per trovare un blogger

Umiliata e derisa da alcuni post inseriti all'interno del circuito Blogger.com, la modella Liskula Cohen cerca ora di ottenere un'ingiunzione da parte di un tribunale, in grado di obbligare Google a rivelare il nome del blogger che ha scritto su di lei

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La modella canadese Liskula Cohen, famosa per aver lavorato con stilisti del calibro di Giorgio Armani e Versace, ha deciso di combattere con tutte le sue forze i commenti decisamente poco galanti sulla sua persona apparsi all’interno di un blog appartenente al circuito Blogger.com. L’accusa di diffamazione, presentata da un suo legale presso un tribunale della corte superiore di Manhattan, chiede così una ingiunzione nei confronti di Google e il suo servizio Blogger.com, allo scopo di portare alla luce l’identità del misterioso blogger e poterlo infine denunciare. Il motore di ricerca ha al momento rifiutato di rilasciare alcun commento in merito.

Il blog, dal titolo “Skanks in NYC” contiene in effetti alcune foto della modella ritratta in momenti di vita quotidiana, accompagnate da didascalie all’interno delle quali spiccano parole decisamente poco delicate quali “horsey face”, “old mug”, “psychotic” oppure “#1 skanky superstar”. Non mancano inoltre frasi al vetriolo quali: «quanti anni ha questa racchia? 40 forse? È psicotica, bugiarda e dai facili costumi, ancora intenta a frequentare i club alla sua età». Il legale di Cohen intende presentare il sito come diffamatore e calunnioso, mentre la modella canadese lo ha etichettato come «meschino, stupido e patetico». «Sono alta e bionda», ha dichiarato al Daily News, «sono stata modella per molti anni e le persone sono invidiose. Se dovessi preoccuparmi di tutti quelli che sono gelosi non avrei tempo di fare altro. […] Quando scoprirò chi ha fatto questo, saprò chi sono i miei nemici».

Non è la prima volta che Cohen si trova a combattere eventi spiacevoli. Nel gennaio del 2007 è stata infatti ferita al volto con una bottiglia di vodka mentre si trovava in un club di Manhattan. Neppure Google sfugge alle denunce da parte di singoli per violazione della privacy: nell’aprile del 2008, i coniugi Aaron e Christian Boring avevano deciso di intentare causa contro il motore di ricerca, chiedendo di eliminare le foto della loro casa dal servizio Street View e 25.000 dollari di indennizzo per l’ipotetico danno procurato.

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