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Microsoft difende la diversità linguistica

Tramite il Local Language Program, Microsoft conta di offrire a molte piccole comunità locali la possibilità di accedere alle offerte del gruppo senza perdere l'unicità e la ricchezza della cultura e dei linguaggi propri della comunità stessa

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«Si stima che ogni 14 giorni muore un idioma. Questo significa che durante le Olimpiadi Invernali, una lingua in più delle 7000 parlate sulla terra – molte delle quali non ancora registrate – scomparirà, portandosi appresso secoli di conoscenza sulla storia, la cultura e l’ambiente naturale. Ci si attende che la metà di queste lingue scomparirà entro la fine di questo secolo». A parlarne è Microsoft, introducendo così il proprio impegno per fare in modo che lo slancio dell’Information Technology verso la globalizzazione non distrugga le micro-diversità. Perchè la diversità è ricchezza.

Microsoft coglie l’occasione dell’International Mother Language Day 2010 indetto dall’UNESCO per rinnovare il proprio impegno «per aiutare più gente in tutto il mondo a beneficiare della tecnologia mentre si assistono i tentativi di preservare i linguaggi locali e la promozione delle identità culturali tramite il Microsoft Local Language Program (LLP)». Il tentativo è ambizioso: fare in modo che si possa accedere alle tecnologie Microsoft utilizzando il proprio linguaggio naturale, senza perderne la ricchezza in virtù di un linguaggio globalizzato e per logica conseguenza povero.

Mappatura degli idiomi sotto il programma LLP

Mappatura degli idiomi sotto il programma LLP

Non sempre iniziative in linea con i propositi dell’LLP sono state colte con favore. Nel 2006 l’introduzione di una versione di Windows in lingua Mapuche (Mapuzugun) aveva scatenato le ire delle popolazioni locali, le quali avevano chiesto la soppressione della specifica versione contestando il mancato coinvolgimento della popolazione nell’esperimento. I Mapuche non contestavano quindi la tecnologia in sé, ma l’invadenza della multinazionale in una traduzione che non considerava le sensibilità della cultura interessata.

A distanza di 4 anni l’approccio Microsoft sembra essere più attento, appoggiato dall’UNESCO e pronto a cogliere le istanze delle diverse realtà coinvolte. Il gruppo spiega come oggi siano centinaia le lingue contemplate dal progetto, riuscendo così a tutelare l’espressione linguistica di 1 miliardo di persone (in aggiunta a quelle già comprese dai tradizionali linguaggi “maggiori”). Sotto il programma LLP sono state rilasciate 95 nuove Language Interface Packs (LIPs) sia per Windows 7 che per Office 2010, oltre a 4 ulteriori LIP per Visual Studio 2010, il tutto in sommatoria dei 178 pacchetti disponibili al download per 67 lingue già precedentemente annoverate nel programma.

«Permettendo l’accesso alla tecnologia a chi parla lingue indigene non solo aiuta a preservare il linguaggio, ma permette al resto del mondo di beneficiare dell’innovazione e della creatività di queste comunità»Microsoft, con il proprio Local Language Program, conta quindi di consegnare potenziale nelle mani delle comunità locali offrendo loro l’opportunità di esprimere la propria ricchezza. Ricchezza che, tramite Microsoft, il gruppo conta di mettere a disposizione del resto del mondo grazie ad una torre di Babele informatica che mantenga e preservi in un’unico luogo quante più lingue e quanta più varietà possibili.

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