QR code per la pagina originale

Google cambia l’algoritmo

L'annuncio di Google: il motore di ricerca modifica il suo algoritmo. Cambierà il 18% dei risultati.

,

Lo ha annunciato ufficialmente tramite il suo blog: da ieri Google utilizza un nuovo algoritmo potenziato. Nel mondo caotico del Web, sottovalutare questo cambiamento sarebbe come ignorare la famosa farfalla che scatena un uragano. Ma di cosa si tratta, precisamente? Per quale ragione Big G ha toccato il cuore del suo motore di ricerca?

A Mountain View hanno voluto incrementare e migliorare i risultati. Il che già ci dice una cosa: per quanto apprezzabile, Google non è tutto, non dice tutto, in particolare da quanto una fetta così importante di conversazioni sono circondante dall’ambiente dei social network.

La modifica approntata dai tecnici avrà un impatto significativo sul 18 per cento dei risultati:

“Questo aggiornamento è progettato per ridurre le classifiche di bassa qualità dei siti che sono a basso valore aggiunto per gli utenti, che copiano i contenuti da altri siti. Allo stesso tempo, fornirà una migliore classifica per l’alta qualità dei siti, con contenuti originali e di informazione come ricerca, report approfonditi, analisi concettuale.”

Alcuni chiarimenti e commenti hanno già fatto la loro comparsa nella blogosfera, a partire da TechCrunch, il quale da tempo non è molto tenero con Big G, imputandogli la difficoltà a comprendere la realtà dei social network e la contraddittoria convivenza dell’aspetto oggettivo degli algoritmi con le pagine pubblicitarie e le tecniche di indicizzazione.

Alcune realtà, come Twitter o LinkedIn, sono ormai entrati a pieno titolo nei risultati di Google, ma non bisogna dimenticare che Facebook è a tutt’oggi un altro impero della mappa del Web, dai confini precisi e protetti.

Insomma, il Web non è più quello dei primi anni duemila, quando Google spopolava e pareva soddisfare ogni nostra richiesta: su contenuti commerciali, viaggi, conversazioni sociali, tutto è ancora in gioco.

In ogni caso, questo cambiamento riguarda per ora soltanto gli Stati Uniti, ma è probabile che tra poche settimane anche noi ci accorgeremo di qualcosa di diverso: il lavoro di implementazione prima del varo è durato sei mesi, quindi è un passo ben ponderato.

Notizie su: