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Dropbox blocca Boxopus per timore della pirateria

Nonostante il successo ottenuto, Dropbox ha deciso di chiudere Boxopus, che aggiungeva le caratteristiche torrent al popolare servizio di cloud storage.

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I nuovi servizi di cloud computing, che permettono di salvare i propri file su hard disk virtuali presenti in rete, stanno ottenendo sempre più successo. Un nuovo servizio, chiamato Boxopus, combina le caratteristiche della tecnologia torrent con l’utilità di Dropbox, moltiplicando le possibilità di download per tutti coloro che condividono un account. Sembra quindi che il futuro del file sharing possa presto spostarsi verso il cloud computing, così come dichiarato con convinzione dai creatori di Boxopus a TorrentFreak.

La cosiddetta guerra del file sharing, iniziata nei primi anni del 2000, non ha mai visto pause, e se da un lato ci sono stati tentativi di arginare il download pirata, dall’altra sono sempre nate nuove tecnologie o servizi. Il team di Boxopus ha dovuto respingere le accuse di aver creato un nuovo Megaupload, eliminando anche la possibilità di creare cartelle pubbliche, sebbene gli utenti di Dropbox possano ugualmente condividere i propri account.

L’arrivo di Boxopus ha prodotto un notevole interesse, portando in breve il servizio a registrare più di 50.000 nuovi iscritti. Ma questo successo ha anche portato Dropbox a non vedere di buon occhio il servizio: infatti in una email, un ingegnere di Dropbox ha dichiarato che «Boxopus potrebbe essere percepito come un incoraggiamento per gli utenti a violare il diritto d’autore». Minaccia che, ovviamente, Dropbox preferisce allontanare dal proprio brand per evitare incomprensioni e possibili ricadute negative sulle attività del gruppo.

In breve, quindi, Dropbox ha chiuso l’accesso alle API, decretando di fatto la chiusura di Boxopus. Il team di Boxopus era relativamente sicuro di poterne continuare lo sviluppo dopo l’approvazione della versione alpha ma, dopo alcuni giorni di black-out, non rimane che la rassegnazione ad accettare la decisione di Dropbox. Non va dimenticato, infatti, che la tecnologia torrent è utile anche per condividere file legali e, sebbene molti vedano BitTorrent come sinonimo di pirateria, c’è molto materiale legale che può essere trovato e condiviso. Ed è per questo che Boxopus aveva visto la luce, anche se l’ambiguità è sempre dietro l’angolo ed il germe della pirateria vi si può celare dietro con estrema facilità.

Fonte: WebProNews • Via: Torrentfreak • Notizie su: ,