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Google Books e gli editori, stretta di mano negli USA

Google Books ottiene dall'associazione degli editori americani il via libera per la digitalizzazione dei libri, con un accordo che mette fine a uno scontro iniziato nel 2005.

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Google Books è ormai da anni al centro di una complessa vicenda giudiziaria che coinvolge diversi paesi in tutto il pianeta, risolta almeno in parte nei mesi scorsi con l’accordo francese tra il gruppo di Mountain View e gli editori. Lo stesso è accaduto ieri oltreoceano, con una stretta di mano storica tra bigG e alcuni big del libro rappresentati dall’Association of American Publishers.

I dettagli dell’intesa sono contenuti in un lungo articolo pubblicato sulle pagine del New York Times. In sintesi, alcune realtà come McGraw-Hill Companies, Pearson Education e Penguin Group sono arrivati a vedere nel modello di business di Google un’opportunità e non soltanto una minaccia per le proprie tasche. La piattaforma potrà dunque continuare a ospitare e condividere gratuitamente fino a un quinto dei testi, oppure distribuire l’intero volume mediante lo store Play, mettendolo a disposizione dell’acquisto per la lettura sui dispositivi Android.

Dopo uno scontro iniziato nell’ormai lontano 2005, dunque, Google Books ottiene il via libera negli Stati Uniti. A favorire un riavvicinamento tra le parti, come scritto su Webnews, è stata anche l’evoluzione del settore eBook in questi anni. Il mercato dei libri in formato digitale rappresenta una strada in parte ancora inesplorata, che potrebbe garantire agli editori introiti consistenti se percorsa con il giusto approccio.

Va comunque specificato che non tutti si sono detti soddisfatti dell’accordo raggiunto. È il caso di Authors Guild, organizzazione non profit impegnata nella tutela degli autori indipendenti, che si è detta intenzionata a continuare con la class action intrapresa nei confronti di Google.

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