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Google rimuove tutti gli ad-blocker dallo store

Google ha deciso di eliminare dal Play Store tutte le app che bloccano i banner pubblicitari, in quanto violano i termini d'uso del servizio.

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Google ha deciso di eliminare tutte le applicazioni che bloccano la visualizzazione dei banner pubblicitari sui dispositivi Android. AdBlock Plus, AdAway, Ad Blocker Root e AdFree Android, solo per citare i più noti, sono stati rimossi dal Google Play Store per violazione dei termini del servizio, in particolare l’articolo 4.4 relativo alle azioni proibite. Le “pulizie di primavera”, annunciate dall’azienda di Mountain View, includono anche questo genere di app.

Un preavviso di ciò che sarebbe accaduto è arrivato verso metà febbraio. Google ha creato una patch per Android 4.2.2 che impedisce il funzionamento di AdBlock Plus. Uno degli ad-blocker più popolari è stato messo fuori uso in quanto, per funzionare correttamente, imposta automaticamente un server proxy a “localhost”. Secondo Google, ciò rappresenta un problema per la sicurezza. Esiste un workaround per ripristinare il funzionamento, ma è troppo complesso da mettere in pratica.

Nelle ultime ore, tutti gli sviluppatori di app simili hanno ricevuto un avviso contenente il motivo della rimozione dal Play Store. L’articolo delle condizioni d’uso che sarebbe stato violato è il seguente:

4.4 Azioni vietate. L’utente accetta di non intraprendere alcuna attività con il Market, compreso lo sviluppo o la distribuzione di prodotti che interferiscono, creano danni o accedono in maniera non autorizzata a dispositivi, server, reti, o altre proprietà o servizi di terze parti, inclusi gli utenti Android, Google o qualsiasi operatore di rete mobile. È vietato utilizzare informazioni sui clienti ottenuti dal Market per vendere o distribuire i prodotti al di fuori del Market.

Sicuramente si tratta di una cattiva notizia per gli utenti che non vogliono vedere banner sul proprio dispositivo, ma è una buona notizia per tutti gli sviluppatori (Google compresa) che ricavano profitti esclusivamente dalle inserzioni pubblicitarie integrate nelle app gratuite. Il messaggio inviato dall’azienda di Mountain View contiene anche un warning: in caso di ripetuta violazione dei termini d’uso, Google potrebbe decidere di chiudere l’account sviluppatore e chiedere anche il rimborso dei guadagni ottenuti con le vendite.