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Offline Disk Import per Google Cloud Storage

Annunciata l'opzione Offline Disk Import per l'upload dei dati sulla piattaforma Google Cloud Storage: 80 dollari per ogni disco fisso inviato a bigG.

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Nell’epoca della banda larga e dello streaming in HD i supporti ottici e magnetici non sono ancora pronti per andare in pensione. Salvare i propri dati su server cloud rappresenta un’alternativa comoda al più tradizionale backup su CD, DVD o disco fisso, ma trasferire diverse GB o addirittura TB potrebbe risultare un’operazione lunga anche per chi dispone di una connessione ADSL. Per questo motivo bigG ha annunciato l’introduzione del servizio Offline Disk Import” per la piattaforma Google Cloud Storage.

Trasferire un’imponente mole di dati (nell’ordine delle centinaia di TB) può risultare dispendioso e richiedere molto tempo attraverso i network tradizionali. Per aiutarvi abbiamo dato il via a una prima fase di importazione dei dischi offline su Google Cloud Storage, che permette di caricare file inviandoci un vero e proprio hard disk contenente i documenti. Questa opzione è dedicata a coloro che sono limitati da una connessione a Internet lenta, costosa o inaffidabile.

In sintesi, chi si trova nella situazione di dover caricare file di grandi dimensioni può scegliere l’invio di un disco fisso tramite posta ordinaria o corriere a un indirizzo specifico fornito da Google, che poi penserà ad eseguirne l’upload sui propri server, rendendo così i documenti accessibili dal Web per utenti e sviluppatori. L’unico accorgimento di cui tenere conto prima è assicurarsi di aver utilizzare un algoritmo di crittografia. Il costo non è dei più accessibili: 80 dollari per ogni hard disk, indipendentemente dalla sua capacità, dunque una spesa pari a circa 60 euro. Durante la prima fase di test il servizio è disponibile solo per i residenti negli Stati Uniti.

Se da un lato Google si impegna per eliminare la piaga del digital divide attraverso iniziative come Fiber o Project Loon, dall’altro il gruppo di Mountain View è consapevole della situazione attuale, con parte del pianeta ancora scoperta per quanto riguarda l’accesso al Web. Il motore di ricerca non è comunque l’unica realtà a offrire un servizio simile: lo fa anche Amazon, con tariffe del tutto simili a quelle annunciate oggi da bigG.