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Snapchat, 6 miliardi di video al giorno

Ogni giorno su Snapchat vengono riprodotti 6 miliardi di video, un dato notevole se si considera che l'accesso al servizio avviene unicamente da mobile.

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Snapchat ha raccolto il guanto di sfida lanciato da Facebook, comunicando che il numero dei video visualizzato ogni giorno è triplicato in sei mesi, raggiungendo i 6 miliardi. L’azienda di Menlo Park, meno di una settimana fa, aveva invece annunciato il superamento degli 8 miliardi di video al giorno su desktop e mobile. Il risultato di Snapchat è quindi più importante, dato che l’audience è composta interamente da utenti smartphone.

Confrontare le statistiche relative ai servizi video non è molto semplice, soprattutto perché ognuno usa metodi di calcolo differenti. Una “view” su YouTube corrisponde a 30 secondi di visualizzazione, mentre su Facebook la durata si riduce a tre secondi. Per Snapchat sono invece sufficienti pochi millisecondi. Del resto, il servizio permette di inviare brevi video che non possono superare i 10 secondi. In ogni caso, 6 miliardi di video al giorno per 100 milioni di utenti attivi al mese è una cifra notevole, se si tiene conto che gli 8 miliardi di video su Facebook sono visualizzati da un miliardo di utenti attivi al mese.

Il dato sulle view viene considerato anche per le inserzioni pubblicitarie, dato che i video rappresentano una importante fonte di profitto, maggiore rispetto alle immagini statiche e ai messaggi. Gli analisti hanno previsto un enorme crescita del digital video advertising. Dallo scorso mese, gli inserzionisti possono usare le “sponsored lenses”, ovvero aggiungere sticker ai video per promuovere i loro prodotti.

Il successo dei video su Snapchat è dovuto principalmente alla funzionalità Stories. Inizialmente consentiva di inviare un video privato a specifici amici, poi a tutti gli amici e infine a tutti gli utenti del servizio. La condivisione pubblica viene sfruttata in particolare durante gli eventi live. Snapchat è quindi diventata una fonte quasi inesauribile di contenuti multimediali.

Fonte: Financial Times • Notizie su:
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