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Una casa su tre punta alla smart home

Nel 2015 il mercato delle smart home è decisamente cresciuto negli Stati Uniti: rappresenta oggi circa un'abitazione su tre sul mercato immobiliare.

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I dispositivi per la smart home si espandono sempre di più sul mercato immobiliare. Almeno negli Stati Uniti, dove trovano rappresentanza già nel 21% delle abitazioni, mentre nel 36% dei casi queste tecnologie sono percepite come delle innovazioni raggiungibili nell’immediato futuro. È quanto rivela una recente ricerca di Strategy Analytics, pronta a confermare come una casa su tre a stelle e strisce punti a divenire presto smart.

La società d’analisi ha voluto misurare quanto fossero diffusi i dispositivi per la smart home nelle abitazioni statunitensi, nel 2015 citato da molti come l’anno di maggior presa per questa tecnologia. E i risultati sembrano confermare questa ipotesi: le case che prevedono un qualsiasi sistema smart, dai rilevatori di fumo a strumenti ben più integrati, sono cresciute del 30% in poco più di un anno, raggiungendo quota 26.8 milioni a dicembre, rappresentando così il 21% di tutte le case a stelle e strisce. La spesa media per famiglia è di circa 817 dollari, per un mercato già pronto a raggiungere quota 21.9 miliardi. A queste si aggiungono anche le realtà immobiliari non ancora smart, ma che potrebbero esserlo nell’immediato futuro: circa il 36%.

Naturalmente, la società ha raccolto anche altri dati sullo sviluppo del mercato delle smart home negli Stati Uniti, sia relativi ai prodotti scelti che demografici. La prima evidenza è come i consumatori tendano a preferire dispositivi dall’installazione ridotta e standalone, affinché la casa non debba subire gravosi interventi per poter essere adattata alle nuove tecnologie. Sono stati quindi elaborati tre gruppi di consumatori, i quali fra di loro differenziano anche notevolmente la loro spesa smart:

  • Green Nesters: rappresentano il 16% delle abitazioni e sono formate da famiglie di coniugi sposate e con figli. Dispongono di molti smartphone e tablet, sono generalmente interessati alla tecnologia consumer e si orientano su prodotti smart ecologici, quali i sensori per la riduzione automatica della luce atmosfera, gli apparecchi per il risparmio energetico, termostati intelligenti e molto altro ancora;
  • Impressers: sono il 13% del mercato e rappresentano consumatori più giovani rispetto ai precedenti, principalmente di sesso femminile. Sono molto interessati alla sicurezza personale e, per questo, investono in telecamere, sensori di movimento e altri dispositivi simili;
  • Millennials: giovani under 35, soprattutto uomini, che rappresentano il 7% delle abitazioni e vivono generalmente giovani. Anch’essi, come il precedente gruppo, mostrano interesse per la sicurezza, i rilevatori di movimento e altri device affini.

La società ha rilevato anche come permanga ancora un certo dubbio sull’opportunità di affidarsi alle tecnologie smart per la casa, tuttavia i tassi di crescita starebbero procedendo a ritmo sostenuto, confermando le stime di mercato. Sebbene la smart home “non sia per tutti”, ha già conquistato una casa statunitense su tre, un fatto che va oltre le più rosee aspettative. La società si attende quindi che i big di mercato, quali Amazon, Apple, Google e Samsung, siano pronti a lanciare sempre più prodotti in futuro, soprattutto sul fronte del riconoscimento video e audio, i device “cognitivi” per la gestione della casa e, non ultimo, tecnologie mescolate con l’universo dell’entertainment per stimolarne la domanda.

Fonte: Twice • Immagine: Brian A Jackson via Shutterstock • Notizie su:
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