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Netflix: provider VPN contro i blocchi

I provider di servizi VPN e proxy protestano per il recente annuncio di Netflix, relativo a maggiori controlli per i contenuti geografici.

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L’ultimo annuncio di Netflix non ha lasciato sorpresi soltanto molti utenti, ma anche i provider di servizi VPN, proxy e unblockr. È quanto rileva ArsTechnica all’indomani dell’annuncio di maggiori controlli da parte del colosso dello streaming, affinché ogni abbonato fruisca della versione nazionale del servizio, senza infrangere così gli accordi di licenza posti in essere con i detentori dei diritti. Una scelta obbligata per la società statunitense, in attesa che prendano piede sul mercato i diritti globali, un duro colpo forse per chi ha approfittato della zona grigia recente per la propria fruizione online.

Date le pressioni dei fornitori di contenuti, Netflix ha annunciato nuovi blocchi per evitare che gli utenti, avvalendosi di VPN e proxy, possano accedere a un catalogo diverso rispetto a quello della loro nazione di residenza. Lo stesso colosso ha spiegato come la strategia in atto derivi da una necessità a cui non può sottrarsi, in attesa che vengano concessi diritti di distribuzione globali: acquisiti questi ultimi, infatti, la piattaforma potrà proporre gli stessi contenuti in tutto il mondo. Nel frattempo, però, i provider di questi servizi non appaiono affatto entusiasti di queste nuove misure, sia per l’eventuale diminuzione di abbonati, che appellandosi alla net neutrality. Ben van der Pelt, di TorGuard, ha così spiegato dalle pagine di TorrentFreak:

Sfortunatamente, molti legittimi abbonati a pagamento saranno lasciati al buio per gli inevitabili blocchi degli IP. TorGuard sta monitorando da vicino la situazione e ha recentemente implementato nuove misure che possano bypassare il proposto blocco sul nostro network. Gli utenti VPN che dovessero incontrare dei problemi nell’accedere a Netflix, sono incoraggiati a contattarci per una soluzione funzionante.

Non è però tutto, poiché molti provider sarebbero già pronti a sfidare lo stesso Netflix, predisponendo nuove classi di IP che eludano i blocchi. Ars Technica, ad esempio, riporta come SlickVPN si dice pronta a una migrazione dei server se necessario, mentre i responsabili di VyprVPN ricordano al colosso come le VPN vengano innanzitutto scelte per questioni di privacy e sicurezza e, di conseguenza, non si possono escludere a priori degli utenti sulla base degli IP, poiché questi potrebbero comunque risiedere davvero nella stessa nazione del catalogo Netflix a cui cercano di accedere.

Questi utenti VPN non stanno tentando di accedere a nessun contenuto geograficamente limitato. Sono semplicemente proattivi dell’ottimizzare la loro esperienza Internet.

Una questione, inoltre, si solleverebbe per tutti coloro che vogliono accedere al loro regolare abbonamento anche quando si trovano in vacanza all’estero: l’unico modo per farlo, ovvero per non subire un redirect sulla versione locale della piattaforma, è proprio utilizzare una VPN oppure un proxy. D’altro canto, però, Netflix non può far altro che rispettare gli accordi di distribuzione intrapresi con i detentori dei diritti, in attesa che le licenze globali diventino davvero una pratica comune.

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Fonte: ArsTechnica • Immagine: Twin Design via Shutterstock • Notizie su: ,
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