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Le Instant Apps arrivano su Play Store

Le Instant Apps di Android, applicazioni che non necessitano di installazione per il test, fanno il loro debutto ufficiale sulla piattaforma Play Store.

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Si è iniziato a parlare di Instant Apps lo scorso anno, in occasione dell’evento I/O 2016 organizzato da Google e rivolto alla community di sviluppatori. Si è poi tornato a farlo nei mesi scorsi, sullo stesso palcoscenico, in vista di un rollout su larga scala. Oggi, finalmente, la tecnologia sembra pronta per il suo debutto ufficiale: le prime applicazioni Android compatibili con questo sistema sono arrivate su Play Store.

Una precisazione: dai test condotti non sembrano ancora disponibili in Italia, nonostante la sezione “App da provare subito” risulti già attiva sulla piattaforma. Al suo interno BuzzFeed, NYTimes Crossword, Red Bull TV, Skyscanner, Onefootball e ShareTheMeal. L’elenco è ovviamente destinato ad allungarsi in futuro. Le Instant Apps, all’interno della loro scheda, oltre al tradizionale pulsante “Installa” ne offrono un secondo con l’etichetta “Try it now” (con tutta probabilità in italiano tradotto “Prova ora”). Sarà sufficiente un tap per scaricare solamente la porzione di codice necessaria al funzionamento, senza procedere al download del pacchetto APK completo.

Di recente il gruppo di Mountain View ha affermato che la tecnologia delle Instant Apps sarà messa a disposizione di tutti coloro che utilizzano uno smartphone o un tablet con sistema operativo Android 5.0 Lollipop (o versioni successive). I benefici sono presto detti: viene ridotto il traffico dati necessario per avviare una nuova applicazione, così come lo spazio occupato nella memoria interna.

Inoltre, un nuovo kit fornito agli sviluppatori consente di far scaricare all’utente finale solo ed esclusivamente gli elementi davvero necessari in base alla sua tipologia di device: ad esempio, su un telefono con display a risoluzione 720p sarebbe inutile il download di texture ottimizzate per un pannello 1080p. Servirà ad ogni modo diverso tempo perché un approccio di questo tipo alla realizzazione delle app possa prendere piede e divenire una pratica comune.

Fonte: Google Play • Via: TechCrunch • Notizie su: ,