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Microsoft: l’open-source fa paura

Nel suo rapporto trimestrale, Microsoft ammette che la diffusione del software gratuito potrebbe danneggiare il suo modello di business.

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«Man mano che il modello open-source guadagna consensi sul mercato, le vendite dei prodotti Microsoft potrebbero diminuire e la compagnia potrebbe essere costretta a ridurre i prezzi
». Non è l’auspicio di qualche fanatico del software libero, ma il timore espresso dalla stessa Microsoft in un domumento presentato alla SEC (la CONSOB statinunitense) il 31 gennaio scorso.

Nel rapporto, Microsoft spiega di aver basato il proprio business sulla vendita del software, un modello che la crescente popolarità dei programmi open-source rischia di mettere seriamente in discussione. «La diffusione del movimento open-source pone una sfida importante al modello di business della compagnia», si legge nel documento, che evidenzia anche «i recenti sforzi portati avanti dai propugnatori del modello gratuito per convincere i governi mondiali ad acquistare e sviluppare software libero».

Il rapporto di Microsoft non va interpretato naturalmente come una dichiarazione di fallimento: le aziende sono obbligate a mettere al corrente la SEC e gli azionisti circa gli eventi che potrebbero danneggiare i propri affari.