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Acrylic: Microsoft sfida Adobe?

Microsoft Code Name Acrylic è il nuovo software di fotoritocco distribuito da Microsoft: la beta release scadrà il 1° Ottobre 2005. E poi?

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Qualche commento entusiasta, qualche utente deluso, qualche interrogativo, molte sottaciute promesse: l’improvvisa release del nuovo Microsoft Code Name Acrylic ha suscitato molta curiosità e molte perplessità al tempo stesso, scatenando così sul web una ridda di commenti. Per il download del pacchetto di installazione Microsoft richiede l’autenticazione tramite Passport e solo gli utenti in possesso di Windows XP SP2 (e, vista la dimensione del download necessario – 77.6Mb in file .zip – dotati di connessione veloce) possono testare il software. Gli utenti fermi a Windows 2000 (o precedenti) sono dunque fuori dai giochi ed i possessori di XP SP1 sono nuovamente incoraggiati all’upgrade. O almeno queste sono le indicazioni fornite da Microsoft: in verità per la prova ci si è avvalsi anche di un Windows XP Service Pack 1 e Acrylic ha funzionato alla perfezione senza alcuna sbavatura sia in fase di installazione che in sede di prova.

Introduzione ad Acrylic
Acrylic è un software per il fotoritocco avanzato: poco a che fare con l’ormai preistorico Microsoft Paint, Microsoft Code Name Acrylic è invece strettamente imparentato con Microsoft Expression: Acrylic costituisce infatti una evoluzione del software assorbito nel 2003 con l’acquisizione del gruppo Creature House (made in Hong Kong). Annie Ford è la coordinatrice del progetto, mantenendo così il ruolo ricoperto con il software precedente. “Acrylic” risulta essere un semplice nome in codice per la beta release in corso, la cui scadenza è già stata fissata da Microsoft per il 1° Ottobre 2005: dopo questa data il programma andrà in scadenza, ma nulla è dato a sapersi circa i successivi progetti del gruppo di Redmond sull’applicativo.

Se la beta release è un passaggio studiato appositamente per identificare eventuali bug nel software (ancora in versione limitata), l’utilità del tutto ha trovato piena motivazione nelle prime numerose segnalazioni di problemi: emergono infatti download di file corrotti, installazioni problematiche, crash del sistema sia in fase di installazione che in fase di lavoro, prestazioni rallentate. Dopo qualche prova risulta però normalmente possibile sperimentare appieno le potenzialità del software senza ulteriori gravi problemi. A livello di hardware, per Acrylic Microsoft consiglia processore Pentium 4, 512 Mb di RAM e risoluzione dello schermo 1024×768. In generale i commenti ritrovati in rete sono comunque i più disparati: dall’entusiasmo alla ritrosìa, dall’interesse all’ostilità. Gli anatemi più decisi convergono in particolar modo sull’interfaccia e sulle prestazioni.

Come funziona
Dopo il primo approccio molti utenti hanno paragonato Acrylic al noto Photoshop. Se in termini assoluti il confronto non regge ancora, alla luce di uno status di beta release pregna di vincoli e limitazioni il software porta comunque in seno ampie promesse tali da permettere un accostamento tra i due nomi: il software è infatti armato di tutte le principali caratteristiche e dei più importanti strumenti in dotazione ad un applicativo per la grafica quale Photoshop. Tra le funzionalità più interessanti del prodotto v’è la possibilità di lavorare su elementi vettoriali pur avendo la possibilità di agire a livello di singolo pixel. I file prodotti, infine, possono essere esportati in formati immagine quali GIF, JPEG, TIFF, PSD (Photoshop) e PNG oppure in formati vettoriali quali EPS,

PDF o Adobe Illustrator (scegliendo l’opzione Illustrator 9.0/PDF è possibile agire inoltre sui parametri relativi alla trasparenza). La release beta permette, tramite l’opzione “Salva”, di ottenere esclusivamente file in formato proprietario .xpr. Soddisfacente fin da subito è la gamma dei filtri e degli effetti previsti dalla beta, il che rappresenta la principale promessa in prospettiva del prodotto. Ecco alcuni esempi di effetti ottenibili con Acrylic, operando sul logo Webnews:

Figura 1 – Surface: Craquelure

Figura 2 – Photographic: Diffuse glow

Figura 3 – Surface: Plaster

Figura 4 – Arts and crafts: Poster edge

Figura 5 – Sketch: Graphic pen

Per ogni nuovo progetto è possibile istituire vari layer, ognuno dei quali potrà divenire sia «vector layer» che «pixel layer» (passando inoltre a piacimento da una modalità all’altra). Attivando quest’ultima opzione vengono visualizzate da menu tutte le possibilità tradizionalmente aperte alle immagini in pixel (controllo dei colori, scala di grigi ed altre). Mentre il software elabora le immagini (ad esempio in procedura di rasterizzazione) l’icona del mouse diventa un orologio e almeno durante le prime prove (nonostante Microsoft segnali come molte ottimizzazioni siano ancora necessarie a livello di programmazione) si è avuta la sensazione di una discreta velocità di base. In fase di creazione dei rollover è possibile esportare il codice non solo in formato HTML ma anche ASP, con la disponibilità di un apposito campo previsto per eventuali script nel codice. Interessante, ancora, notare come ad ogni singolo oggetto vettoriale creato venga attribuito in automatico dal programma un codice identificativo alfanumerico (del tipo 9B5FEA25) che distingue gli oggetti gli uni dagli altri. Di buona manovrabilità l’uso dei vari strumenti che mette a disposizione il software: tramite le apposite shortcut (F1=Guida, F2=Toolbox, F3=Paint Style, …) è infatti possibile nascondere o evidenziare le varie finestre, rendendo così l’interfaccia più fruibile per l’utilizzatore allenato.

Tra il software e la sfida
Il fatto che Microsoft abbia lanciato un simile prodotto non può che costituire un arricchimento per gli utenti che operano nel settore. I dubbi sono tuttavia leciti e dovuti al fatto che in passato Microsoft abbia deposto spesso poca attenzione a software simili: dopo il lancio iniziale difficilmente si è giunti a grandi elaborazioni o ad una vera e propria evoluzione del prodotto ed emerge in modo rilevante la paura che anche il nuovo Acrylic non debba convogliare grandi investimenti e riscontrare grande fortuna. Vige però (e con maggior consistenza rispetto alla prima ipotesi), anche il sospetto contrario. Quando il prodotto arriverà alla commercializzazione ed a quale prezzo di mercato, ancora non è dato a sapersi. Forse, comunque, la tappa Acrylic potrebbe costituire una piccola svolta nel percorso Microsoft, e senza avere a disposizione gli elementi per capire dove il gruppo voglia arrivare è facile collegare l’improvvisa release ad una notizia di poche settimane prima: l’annunciata unione tra i gruppi Adobe e Macromedia. La prima mossa ostile di Microsoft ha trovato sfogo nell’annucio del formato Metro, formato alternativo al PDF del marchio Adobe. Acrylic, presentandosi come ipotetico anti-Photoshop, potrebbe dunque andare a rinforzare l’argine che il gruppo di Redmond potrebbe voler erigere contro il gruppo concorrente. Se son rose fioriranno. Spine comprese.