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Microsoft vuole Yahoo: offerti 50 miliardi

Dopo qualche primo approccio infruttuoso qualche mese fa, Microsoft sarebbe tornata attualmente alla carica per cercare di acquistare il colosso Yahoo. Sul tavolo fin da subito 50 miliardi di dollari. Il titolo del motore schizza nel pre-market del 14%

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Secondo il New York Post, Microsoft sarebbe tornata all’assalto di Yahoo con l’appoggio di Goldman Sachs. Non è una novità che l’azienda di Bill Gates abbia nelle sue mire l’acquisizione del portale con il maggior numero di pageviews al mondo. Tuttavia fino ad ora le risposte sono sempre state negative e le trattative sarebbero silentemente attive ormai da anni.

L’operazione sarebbe vissuta come estremamente necessaria da parte di Microsoft per assicurarsi di non essere scavalcata da Google, la nuova grande azienda della rete che di anno in anno aumenta i profitti, che guadagna progressivamente nuove aree strategiche di mercato e che non nasconde di voler attaccare direttamente l’impero di Redmond.

A questo punto, come riporta il Post, Microsoft sarebbe tornata alla carica anche in risposta allo scossone dato dall’acquisizione che Google ha operato con Doubleclick. Dopo un contatto infruttuoso di qualche mese fa, quando Yahoo avrebbe rifiutato l’offerta di 50 miliardi di dollari, ora da Redmond sarebbe giusta richiesta per una riapertura del tavolo delle trattative. Se concretizzata, una simile unione porterebbe al 27% la quota di Microsoft/Yahoo nel mercato del search advertising (contro il 65% di Google) e creerebbe un polo di grande visibilità che potrebbe veder fecondata la complementarità dei reciproci asset.

Nonostante permanga un naturale scetticismo riguardo l’operazione (quantomeno onerosa), la borsa sembra aver reagito con forza ai primi rumors, segnando in mattinata un rialzo del titolo Yahoo! del 14% (apertura probabilmente difficoltosa per Microsoft, in flessione nel pre-market di quasi un punto percentuale dopo vari giorni di crescita sostenuta). Nessun commento giunge al momento dalle parti chiamate in causa.