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L’Unione Europea ritarda il voto sui costi delle chiamate in roaming

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L’Unione Europea stenta a trovare un accordo che dovrebbe abbattere, entro l’estate, i costi delle chiamate fatte e ricevute all’estero.

Infatti quanto stabilito dal Consiglio informale dei ministri dell’Unione Europea delle Telecomunicazioni, tenutosi ad Hannover qualche settimana fa, non trova ancora eco nei palazzi della politica europea.

Il nodo cruciale del disaccordo è il costo che l’utente dovrà pagare per le chiamate in roaming e se applicare automaticamente o meno la tariffa più conveniente al cliente che sta all’estero.

Il commissario responsabile delle telecomunicazioni, Viviane Reding, sta sollecitando per raggiungere un accordo che possa portare le nuove regole in vigore per la prossima estate. I tempi tuttavia sono piuttosto stretti.

Infatti una volta approvate le nuove regole dal Parlamento Europeo, gli stati membri dovranno pubblicarle sulle rispettive gazzette ufficiali.

Forse questo ritardo va anche nella direzione di aiutare le varie compagnie ad adattarsi al nuovo regime di prezzi.

Comunque questo per il momento comporterà ancora un’attesa per gli utenti che andranno all’estero, senza un’imminente sostanziosa diminuzione dei costi.

Sicuramente, se i tempi si allungano non si agevolerà chi in estate ha pensato di fare una vacanza e non vuole essere strangolato dai costi eccessivi delle chiamate in roaming e da chi viaggia spesso all’estero per motivi di lavoro!

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