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Quo vadis Current Tv?

Dopo l'evento dell'Ambra Jovinelli, chi ha guardato Current Tv? Noi ci abbiamo provato. Con buone sensazioni e qualche delusione. Rimane la buona idea, ma le rivoluzioni hanno altri carichi emotivi. L'idea è buona, ma il compromesso è rischioso

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Quo vadis Current Tv? L’idea di una televisione basata sui “pod” è interessante. Il fatto che non sia nata su internet deriva dalla sua vocazione: portare la natura della rete sul medium più diffuso (e così tremendamente centrale in Italia). Il fatto di essere su Sky è una libertà aggiuntiva: la tv generalista non avrebbe mai potuto offrire a Current Tv uno spazio adeguato.

Di per sé Current Tv non è peraltro un’idea completamente nuova. In Italia, soprattutto, è vecchia almeno quanto Current Tv stessa, in considerazione dell’esperienza già accumulata negli USA. Eppure Current Tv è probabilmente il canale Sky che più di ogni altro ha fatto parlare di sé sugli altri media: nessun altro lancio ha avuto lo stesso seguito, e questo è un dato assodato ed evidente.

Il suo valore aggiunto, però, dipende oggi più che altro da tre fattori:

  • Al Gore
    La presenza di un personaggio tanto carismatico in Italia ha smosso centinaia di persone, ha catalizzato telecamere e microfoni, ha mobilitato il mondo del giornalismo in quello che è divenuto un automatico markettone al canale. Qualche battuta sulla libertà di stampa in Italia è servita ad aggiungere ulteriore pepe;
  • Canale 130
    Current Tv sul canale 642 non avrebbe avuto alcun seguito. Ora invece si insinua in una posizione strategica dello zapping quotidiano, vicino a canali tipicamente giovanili ed in una fascia raggiungibile tra chi compie rapide scorribande tra il nucleo FOX ed il nucleo sportivo della programmazione Sky;
  • Blogger
    Richiamare centinaia di blogger all’evento significa due cose: 1.riuscire a far parlare di sé in rete, occupando il canale e riuscendo a pilotare la discussione e la propria immagine relativa; 2.riuscire a tener vicina una nicchia importante che non solo può rappresentare nuova clientela abbonata, ma anche interessante fonte di upload: è dalla comunità partecipativa che Current Tv può trarre la linfa necessaria per il proprio archivio video.

Il punto interrogativo maggiore è relativo però alla tutela legale. Inviare materiale pieno di liberatorie, unitamente alle spallucce di un Al Gore che a specifica domanda parla solo di “prevenzione”, non è propriamente una botte di ferro per l’autore dei video. E sia chiaro: spesso chi pubblica non garantisce l’autore. In questo caso però l’autore in cambio ha qualche euro e molta fatica, nessuna base professionale e pochi interessi al rischio. E se senza sicurezza non c’è alcun giornalismo di inchiesta, allora Current Tv non puù avere alcun materiale che scava realmente. Una indipendenza di facciata non assicura alcunché e determina in divenire solo un appiattimento dei contenuti su standard di infotainment di bassa lega. Questo, presumibilmente, non è quello che vogliono gli autori. Lo stesso Al Gore ha sottolineato il fatto che un video censurabile sarebbe ottimale per il semplice fatto che aumenta l’audience. Ma il gioco vale la candela? Meglio un exploit di audience o una calma sicurezza sul canale 130?

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