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Quando si giocava sulle ali dell’Albatros

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L’Albatros è stato senza dubbio uno dei più famosi e apprezzati joystick degli anni ’80 e ’90, sia in Italia che all’estero. Il suo design spartano ed elegante e i suoi colori essenziali (arancione su nero) hanno conquistato generazioni di videogiocatori. Un’altra sua grande peculiarità era una robustezza senza eguali che gli permetteva di resistere alle sessioni videoludiche più stressanti.

Chi non ricorda ad esempio le decine di giochi olimpionici in cui, per far muovere il personaggio, bisognava smanettare sbattendo con velocità la leva del joystick a destra e sinistra?

Questo video, filmato con una videocamera per catturare anche l’inconfondibile suono dei microswitch, potrà rinfrescare la memoria dei videogiocatori della prima ora.

L’Albatros apparteneva a quella tipologia di joystick che si rifacevano ai piccoli stick dei coin up. L’altra grande famiglia di periferiche era più simile alle cloche degli aerei.

Una prima serie di questa periferica presentava un controllo stick fra due pulsanti per il fuoco. La serie successiva aveva un controllo sormontato da una sfera. Esistevano anche versioni dotate di auto-fire.

La struttura dell’Albatros comprendeva dunque:

  • 1 controllo stick/ball;
  • 2 pulsanti fire (uno dei quali eventualmente sostituito dall’auto-fire su alcuni modelli);
  • 6 x microswitches (4 per le direzioni, due per il fuoco);
  • 4 ventose poste sotto il corpo.

Essendo una periferica a nove pin era perfettamente compatibile con Amiga, Atari, MSX, Commodore 64 e VIC 20.

Lo scambio di informazioni tramite Internet ha aiutato molti estimatori dell’Albatros a trovare il modo di far funzionare il loro joystick preferito sul PC.

Chiudiamo con una punta di italico orgoglio: questo joystick leggendario era completamente made in Italy, prodotto dall’azienda bolognese Alberici.