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Il primo amore non si scorda mai, anche se… era solo un Amiga

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In effetti ho cominciato con il mitico C=64, ma ho passato tutta l’adolescenza con il glorioso Amiga 500. È stato lanciato sul mercato nel 1987 come home computer, e molti hanno creduto si trattasse di una macchina per giocare. Mai valutazione fu più sbagliata e forse anche fatale.

Stiamo parlando dell’epoca in cui Windows, per come lo conosciamo oggi, era poco più che in embrione. Sui cosiddetti “PC compatibili” si lavorava con l’MS-DOS e i più dotati mostravano “strabilianti” pixel giganti e tavolozze da 4 colori (le fantastiche schede CGA). Per completare il quadro consideriamo che allora far compiere due processi paralleli ad un PC era pressoché utopia.

Ebbene in quel momento storico esisteva anche l’Amiga.

Lasciatemi snocciolare a memoria qualche caratteristica:

  • sistema operativo (AmigaOS) basato su filosofia Unix (preempitve multitasking)
  • grafica da 640x400px a 4096 colori (HAM – non chiedetemi che significasse l’acronimo)
  • architettura multiprocessore a 16 bit
  • cpu a 16 bit (motorola 68000)
  • audio con 4 canali stereo

Con tutta questa potenza a disposizione, le case di videogiochi sfornarono dei veri e propri gioielli, come “Shadow of the Beast”, tanto per citarne uno. Per anni (fino alla metà degli anni ’90 almeno) ogni videogame in circolazione aveva una versione anche per Amiga.

Questo successo videoludico ed una comunicazione che non esaltava le applicazioni più “professionali” del sistema, hanno inciso il marchio di “computer per giocare” che Amiga non è riuscito a scrollarsi di dosso.

Anche se questo sigillo era scomodo da portare, gli amighisti in quel periodo erano utenti felici: riuscivano a creare grafica con semplicità grazie a strumenti come “Deluxe Paint” e ottenere risultati che, solo dopo qualche anno, avrebbero potuto eguagliare con photoshop; avevano a disposizione un sistema operativo a finestre e ascoltavano musica mentre elaboravano testi con WordsWorth (simile a Word) oppure potevano realizzare musica con sequencer come bars&pipes.

Chi è stato un amighista vero non può non ricordare con affetto le espansioni di memoria RAM a 2MB, i floppy drive esterni per lavorare senza cambiare disco ogni minuto e le discussioni in famiglia per poter collegare il proprio Amiga in salotto e invitare gli amici per il torneo di Kick-off.