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Uno smart display di bigG con l’Assistente Google?

Nuove indiscrezioni sul possibile arrivo di uno smart display a marchio Google: avrà un pannello con diagonale da 7 pollici e intelligenza artificiale.

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L’Assistente Google ha fatto il suo debutto sui nostri dispositivi nel novembre scorso iniziando a parlare italiano sugli smartphone, per poi sbarcare nelle nostre case pochi giorni fa con il lancio in Italia della linea di speaker Home. Il prossimo step evolutivo sembra poter essere rappresentato dall’arrivo di uno smart display basato proprio sull’intelligenza artificiale di bigG.

Si torna dunque a parlare di un rumor già circolato in autunno, quando si è fatto riferimento al progetto prima con il nome in codice Manhattan e poi con l’appellativo Home Quartz. L’idea è stata raccolta da produttori di terze parti che in occasione del CES 2018 di inizio gennaio hanno presentato le loro alternative (Archos Hello e Lenovo Smart Display per fare due esempi), ma presto potremmo assistere all’esordio di un modello progettato e commercializzato direttamente da Google. A parlarne è la redazione di Variety, con un’intervista a Rishi Chandra, vicepresidente della divisione Home. Questa la sua risposta in merito alla possibilità di poter assistere al lancio di uno “schermo intelligente”.

Non sto dicendo che non lo stiamo realizzando.

Non conferma e non smentisce, dunque. Con tutta probabilità il dispositivo si farà e sarà dotato di uno schermo da 7 pollici sul quale visualizzare informazioni reperite online, gli appuntamenti in programma nella giornata dell’utente e la riproduzione dei contenuti multimediali. Perché un device di questo tipo possa esprimere appieno le sue potenzialità sarà necessario il supporto da parte della community di sviluppatori, così che all’hardware possa affiancarsi un comparto software formato da applicazioni in grado di soddisfare ogni esigenza. Stando alle parole di Chandra, per il futuro della linea Home, Google ha intenzione di concentrarsi sempre di più sulla qualità delle componenti audio, per garantire performance di fascia alta soprattutto non solo per quanto riguarda l’ascolto della musica, ma anche nelle conversazioni.

Fonte: Variety