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Voci e colori per l’Assistente Google

Novità in arrivo per l'Assistente Google con la possibilità di selezionare diverse voci ognuna associata a un colore, inizialmente solo per gli utenti USA.

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L’Assistente Google e la sua intelligenza artificiale proseguono nel loro percorso di evoluzione, diventando sempre più centrali e importanti per l’ecosistema di piattaforme e servizi messi dal gruppo di Mountain View a disposizione dei suoi utenti. L’ennesima conferma è arrivata nel mese di maggio, con il keynote che ha aperto l’evento I/O 2018 dedicato alla community di sviluppatori.

Nell’occasione bigG ha parlato di alcune delle novità in arrivo per l’IA: tra queste anche la possibilità di scegliere tra ben sei voci differenti, una delle quali basata su quella del cantante John Legend. Per meglio aiutare gli utenti a distinguerle, Google ha scelto di associare a ognuna un determinato colore (in modo del tutto casuale), come è possibile vedere nello screenshot allegato di seguito. Una feature che interesserà in un primo momento esclusivamente coloro che sono residenti negli Stati Uniti e che hanno impostato l’inglese come lingua di default per l’assistente, ma che con tutta probabilità raggiungerà in futuro anche altri territori. La fase di rollout oltreoceano ha già preso il via e arriverà a completamento entro la settimana.

Le diverse voci dell'Assistente Google saranno contrassegnate da un colore, rendendo così più semplice la selezione da parte degli utenti

Le diverse voci dell’Assistente Google saranno contrassegnate da un colore, rendendo così più semplice la selezione da parte degli utenti (immagine: Engadget).

Si tratta di un cambiamento visivo, dunque, che ha come finalità quella di semplificare il setup dell’Assistente Google. Fino ad oggi, infatti, tra le configurazioni si faceva riferimento alle diverse opzioni come “Voice 1”, “Voice 2”, “Voice 3” ecc., con la possibilità di distinguere tra maschile e femminile.

Le voci dell’IA sono state perfezionate grazie all’impiego della tecnologia WaveNet (messa a punto dal team di DeepMind), in grado di restituire un output sonoro dal feeling naturale, sfruttando una rete neurale per la creazione dei file audio da riprodurre sui dispositivi, siano essi uno smartphone, un tablet oppure un altoparlante come quelli della linea Home.

Fonte: The Verge • Via: Engadget