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È morto Sergio Marchionne

Fino a pochi giorni fa amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne si è spento nell'ospedale di Zurigo in cui era ricoverato.

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Nel fine settimana le prime notizie sul malore e l’ospedalizzazione, poi l’aggravarsi delle condizioni di salute e oggi l’annuncio della scomparsa: Sergio Marchionne si è spento a Zurigo, all’età di 66 anni. Numero uno di FCA dal 2009 (gli succede Michael Manley), è stato centrale nella definizione della strategia che ha avvicinato l’automaker a Google, formando una partnership allora unica nel suo genere, siglata nel 2016 con l’intento di offrire al pubblico i benefici connessi all’evoluzione della guida autonoma. Ha costituito il primo vero punto di contatto tra due mondi fino ad allora distanti.

La sua è una figura discussa, spesso contestata e talvolta considerata controversa per via delle posizioni assunte. Al centro di dibattiti sulla strategia di delocalizzazione o ridefinizione degli impianti produttivi (il caso Termini Imerese su tutti) e fino a pochi mesi fa titubante in merito alle potenzialità della mobilità elettrica (salvo poi tornare sui propri passi per annunciare una virata green del gruppo), Marchionne ha trascorso gli ultimi 15 anni fra Torino e gli Stati Uniti, indicato prima da Umberto Agnelli come proprio erede alla guida di FIAT e impegnato poi oltreoceano nell’acquisizione di Chrysler.

Laureato in filosofia e in legge nelle università canadesi, ha iniziato la propria carriera come commercialista, procuratore legale, avvocato e contabile, per abbandonare poi questa strada a inizio anni ’80 e assumere il primo ruolo dirigenziale. Il suo ingresso nel CdA del Lingotto avviene un paio di decenni più tardi. Da quel momento il suo impegno è focalizzato sul mondo delle quattro ruote. Una storia caratterizzata da alti e bassi, come nel caso della mancata acquisizione di Opel da General Motors.

Di Marchionne si parlerà ancora a lungo, anche all’interno dei confini tracciati dal territorio hi-tech. La già citata stretta di mano con Waymo ha innegabilmente contribuito ad accelerare i tempi per lo sviluppo e il perfezionamento della tecnologia che entro i prossimi anni contribuirà a democratizzare l’impiego delle self-driving car, definendo una nuova era della mobilità.