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Lo strumento di Oculus contro le molestie in VR

Facebook ha rilasciato un aggiornamento di Oculus per combattere le molestie nel mondo della realtà virtuale.

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Cyberbullismo, molestie verbali e sessuali, minacce. Si tratta di argomenti conosciutissimi nella vita di tutti i giorni, anche online, ma che si declinano facilmente anche su altre piattaforme, come la realtà virtuale. Per questo Oculus, tramite Facebook che ne controlla le operazioni, ha rilasciato uno strumento pensato apposta per prevenire gli abusi in VR, denunciando alla compagnia ogni comportamento vietato.

Col nuovo tool, gli utenti di Oculus Go e Gear VR possono segnalare problematiche che possono essere ricondotte ad atteggiamenti scorretti, a sfondo di molestia, sia dall’interno di app che di giochi. Quello che bisogna fare è accedere, dal menu delle impostazioni, al box di report e denuncia, scegliendo  l’invio di semplice testo o anche l’acquisizione video della presunta interazione offensiva. Selezionando quest’ultima opzione, l’utente tornerà all’app che stava usando che mostrerà una luce rossa come indice della registrazione in corso, il cui limite massimo è di 2 minuti.

Il codice di condotta di Oculus è molto chiaro in materia di molestie visto che proibisce contenuti sessualmente espliciti, offensivi e osceni, così come “linguaggi o contenuto incitanti all’odio e razzisti”, oltre ad un’altra serie di comportamenti minacciosi. La possibilità di segnalare problemi del genere dovrebbe da un lato fare da deterrente, dall’altro contribuire ad avere prove concrete da utilizzare anche in procedure legali vere e proprie.

Per un’azienda che si è impegnata ad attirare un miliardo di persone nella frontiera VR, vuol dire dare maggiore senso di sicurezza ai mondi tridimensionali, quali terreno fertile non solo per il pubblico consapevole ma anche i più giovani e inesperti. Paradossalmente, Facebook deve ancora dimostrare di potersi cimentarsi pienamente con le molestie in uno spazio bidimensionale ma forse può imparare qualcosa proprio da Oculus, per la volontà di intendere la protezione come priorità assoluta.

Fonte: Oculus Blog • Immagine: Facebook