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Google I/O: la ricerca fa un passo nell’AR

La Ricerca Google adesso ospita i modelli 3D da proiettare nella realtà intorno ma non solo: Full Coverage contro le bufale e consolidamento dei podcast.

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Alla sua conferenza annuale sugli sviluppatori I/O a Mountain View, Google ha annunciato un aggiornamento di Ricerca Google sui dispositivi mobili. La società sta puntando molto sulla realtà aumentata, poggiandosi sui cosiddetti modelli 3D navigabili in AR, senza tralasciare l’importanza di un’informazione genuina e alla nuova era di successo per i podcast.

Con le novità introdotte oggi, durante la ricerca di qualcosa come “flessione muscolare”, gli utenti potranno cominciare a imbattersi con modelli 3D correlati direttamente nella lista dei risultati. A seconda dei contenuti, tali file a 360 gradi, completamente trascinabili e da modellare, potranno rimanere nella pagina di visualizzazione o essere “trasferiti” nel mondo circostante, un po’ come accade già per alcuni giochi e applicazioni sviluppate tramite l’SDK di ARCore. Lo stesso vale per i prodotti: ad esempio, cercando un paio di New Balance, si avranno delle sneakers in tre dimensioni, da alzare, far girare e quasi misurare, se si riesce a proiettarle, ad esempio, dinanzi ad uno specchio. Sembra impossibile, eppure il futuro del retail potrebbe passare proprio da qui.

Per quanto riguarda la funzionalità definita Full Coverage, in pratica un’aggiunta a Google News (che non è detto in Europa continuerà ad esserci), si tratta della possibilità di ottenere nei risultati storie riportate da più fonti, con un occhio di privilegio alla copertura locale. Al fianco di questa però vedremo video, le famose “FAQ” (domande frequenti), commenti sui social media, una cronologia di eventi e persino verifiche da parte di Snopes, il famoso portale che lavora per validare fatti o smascherare fake news. Il tutto come modello con cui divulgare un’informazione più pulita e tenere a bada le bufale.

Il nostro obiettivo è promuovere conversazioni e dibattiti produttivi. Ma ciò richiede la necessità di dare a tutti la stessa possibilità di accesso alle informazioni – ha spiegato Google – ecco perché il contenuto di Full Coverage è uguale per chiunque acceda al web, indipendentemente dall’area e dal dispositivo: è una visione non personale degli eventi da una serie di fonti attendibili.

Ultimo ma non meno importante, la questione podcast. Big G ha confermato il suo impegno nel tenere il formato di comunicazione su un livello molto alto. Per fare ciò, permetterà agli stessi utenti di cercare i podcast per titolo e non solo argomento, salvando gli episodi preferiti e lasciando che si possano sincronizzare, in automatico, per un ascolto successivo, ovunque vogliano. La vera notizia? I podcast salvati finiranno anche negli speaker connessi, come i Google Home, per essere ascoltati con maggiore versatilità e autonomia.

Immagine: Google